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Bruttissima sconfitta per l’Arsenal nel big match di giornata contro il Manchester United, che conquista tre punti giocando malissimo e soffrendo praticamente per tutto il match. Determinante De Gea per lo United e la mancanza di concretezza da parte dei padroni di casa.

Gunners d’assalto– Lo United è senza dubbio martoriato dagli infortuni specialmente in difesa, ma nei primi 20 minuti rimane letteralmente con la testa negli spogliatoi. Il pressing dell’Arsenal è arrembante e la squadra di Van Gaal non riesce praticamente mai a superare la metà campo, con il trio difensivo che affanna in copertura e rilancia malamente quando azzarda ad impostare il gioco. I ragazzi di Wenger sembrano poter segnare ad ogni azione e solo un super De Gea salva lo United dallo svantaggio: su tutte le sue parate svettano una chiusura di petto in 1vs1 contro Wilshere, lasciato solo in area di rigore, ed un intervento in uscita di piede salvando in spaccata dopo essere stato saltato da Sanchez. Il portiere spagnolo para anche su Welbeck e Ramsey ma quelle precedenti sono senza dubbio le occasioni più nitide per i padroni di casa. Per gli ospiti a suonare la sveglia è Di Maria: l’argentino salta tutti e serve Rooney che guadagna un importante corner, utile a far salire la squadra e riprendere coraggio. Da lì qualche buona occasione anche per i Red Devils ma in un paio di ripartenze sono i Gunners a rendersi ancora pericolosi. Si va al riposo, inspiegabilmente, sullo 0 a 0 con una ripresa tutt’altro che semplice da interpretare.

“Il calcio è strano Beppe”- Il secondo tempo sembra avere le sembianze del primo: l’Arsenal attacca, lo United non ingrana e De Gea fa miracoli, come quello su Welbeck trovatosi ancora una volta 1 vs 1 contro l’estremo difensore spagnolo. Il campo è solo dei padroni di casa, ma quando sembra che il gol dei Gunners debba arrivare da un momento all’altro, ecco l’impensabile: su un cross dalla sinistra Szczesny si scontra con Gibbs che rimane a terra e, sulla conseguente conclusione di Valencia, devia spedendo il pallone nella propria porta. In una sola azione l’Arsenal prende gol e perde il proprio portiere, infortunatosi in seguito all’impatto con Gibbs. L’Arsenal riprende ad attaccare con il suo ritmo: entra Giroud, che dà maggiore peso all’attacco dei padroni di casa, ma non riesce comunque a cambiare le cose al di là di un colpo di testa in anticipo su Blackett sugli sviluppi di un corner. Come per magia la storia si ripete: l’Arsenal domina, lo United si difende e gli ospiti, alla prima occasione raddoppiano. Stavolta è Rooney che viene completamente dimenticato dalla retroguardia di Wenger e, a tu per tu con il portiere, segna con lo scavetto. Gli ospiti approfittano dello shock avversario e controllano fino alla fine, rischiando di fare il terzo con Di Maria e, nonostante la rete finale di Giroud, scippano di fatto tre punti all’Emirates dopo una prestazione a dir poco sottotono. L’Arsenal deve ricriminare tantissimo, avendo il demerito di non essere mai cattivo in zona gol e di aver “graziato” l’avversario mentre era sull’orlo del baratro.

Arsenal-Manchester United 1-2 (56′ Gibbs aut., 85′ Rooney, 94′ Giroud)

Arsenal (4-2-3-1): Szczesny (Martinez), Chambers, Mertesacker, Monreal, Gibbs, Arteta, Ramsey (Giroud), Sanchez, Wilshere (Cazorla), Oxlade-Chamberlain, Welbeck

Machester United (3-5-2): De Gea, Shaw (Young) (Fletcher), Blackett, McNair, Smalling, Valencia, Carrick, Di Maria, Fellaini, Rooney, Van Persie (Wilson)

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