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messi argentina

Messi-PSG, LLorente-Valencia, Pogba-Real, Ozil-Barcellona, Pedro-Arsenal, Suarez-Madrid.

Non stiamo giocando a Football Manager ma sono solo alcuni dei colpi di mercato annunciati in questi mesi da un intermediario di mercato internazionale che ieri ha lanciato l’esclusiva megasuperfantacalcistica: Messi e Simeone al Napoli. Boom di click e di visibilità, il tifoso scettico legge lo scoop e ride, quello speranzoso ci crede, tanto non costa nulla. Valuta, pondera, fa i conti in tasca agli azzurri, attende l’arrivo del nuovo proprietario e sogna il clamoroso progetto milionario. Il 21 novembre 2014 verrà ricordato come il Messi Day, la campagna per trovare una nuova casa a Lionel Messi. Il miglior giocatore del mondo (a pari merito con CR7?), qualche problemuccio negli ultimi tempi ma niente di irreparabile. Eppure subito scatta la frenesia per indovinare dove andrà a giocare. Inghilterra, Germania, Francia? No l’Italia, il Paese degli impianti all’avanguardia e dalla rinomata cultura calcistica, appena rinvigorita da una riforma nuova di zecca che rivoluzionerà in positivo lo sport più amato: meno squadre in serie A, più spazio per i giovani in prima squadra e certezza della pena per chi viola leggi giuste e sacrosante.

Ma ad un tratto le immagini non sono più nitide, qualcosa ci disturba, ci svegliamo. Era solo un sogno, meglio guardare al presente. Oggi è sabato, ritorna il campionato! Chiudete i videogiochi e riprendete a tifare la vostra squadra del cuore negli accoglienti impianti fatiscenti, temendo scontri tra tifoserie che sono munite di qualsiasi petardo; mentre voi, cittadini qualunque, venite perquisiti e costretti a bere velocemente una bottiglietta d’acqua perché “obiettivamente” non potete entrare in uno stadio con un oggetto di tale pericolosità.

Ciao Messi, benvenuta realtà.

di Claudio Cafarelli (Twitter:)

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