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ghirardi

Le difficoltà societarie del Parma stanno facendo molto discutere, in particolare dopo i comunicati diramati nelle ultime ore dalla società emiliana, rispettivamente da parte della squadra intera e dal presidente Tommaso Ghirardi. I giocatori hanno proclamato unità di intenti parlando di gruppo unito nonostante le difficoltà in campo e fuori che stanno relegando i ducali all’ultimo posto in classifica, alludendo ad una impresa “più bella se realizzata nelle avversità”. Molto meno romantico è quanto affermato da Ghirardi, il quale ha ammesso di aver compiuto errori evidenti nella gestione del Parma negli ultimi 6 mesi, tali da pregiudicarne la tenuta economica. L’imprenditore bresciano ha però rassicurato i tifosi annunciando che entro il prossimo mese di febbraio riuscirà ad aggiustare tutto, negando di aver nel frattempo contattato l’ex dirigente Luca Baraldi in qualità di supervisore dei conti ed annunciando al contempo che andrà avanti alla guida dello stesso Parma assieme all’ad Pietro Leonardi.

O INSIEME O NIENTE – Intanto Ghirardi è prossimo a partire per la Cina per motivi di lavoro e non ha nascosto nel frattempo che sarebbe disponibile a cedere il passo ad eventuali investitori forti che sappiano garantire alla sua società un futuro migliore. Questo, ha precisato Ghirardi, non è un disimpegno, ma l’impressione però è che sia un bene che per adesso non presenzi allo stadio data l’aria di contestazione che serpeggia fra i Boys della curva. Alcuni rumors parlano di tensioni tra Leonardi e buona parte dello spogliatoio oltre che col presidente Ghirardi, ma vere o finte che siano c’è la consapevolezza al Tardini che se non si resta uniti sarà ben poca la strada percorsa a fine stagione. Ora più che mai lo spettro della retrocessione è molto concreto ed occorre una reazione a partire già dall’impegno di oggi contro l’Empoli. Ma oggettivamente bisogna chiedersi come sia stato possibile che il Parma sia finito in una situazione simile, dopo il bellissimo campionato giocato nella scorsa stagione che avrebbe dato agli emiliani il diritto di disputare i preliminari di Europa League, svanita poi per le note disavventure di natura economica.

E’ UN DRAMMA – Un mancato pagamento di modestissima entità ha dato il via ad una catena di vicissitudini in ambito finanziario che ha scaraventato la squadra in un vortice dal quale pare molto difficile uscirne. Il Parma stesso è consapevole che arriveranno dei punti di penalizzazione da scontare nella Serie A in corso e nel frattempo il patrimonio tecnico della società, già impoverito in estate dalle cessioni dei vari Parolo ed Amauri, conoscerà un ulteriore depauperamento nella prossima sessione invernale del calciomercato. Ma come è stato possibile una simile caduta in disgrazia? Dov’erano gli organi competenti deputati a vigilare sulla salute finanziaria dei club? Ai gialloblu serve una cifra compresa tra i 12 ed i 15 milioni di euro per poter affrontare le spese societarie relative a stipendi di giocatori, staff tecnico e tasse varie, resta solo da dire che la situazione del Parma è specchio dello stato attuale del calcio italiano, dove sono tante le squadre con il bilancio in rosso a partire dai top club. In questo senso però pesano i soldi provenienti dai diritti tv e da altri ambiti, che permetteranno assieme ad altri fattori di poter aggiustare la situazione. Per una squadra come il Parma però, non abituata a competere per le primissime posizioni della Serie A, sarà dura trovare i soldi necessari, anche se Ghirardi dice che ad inizio 2015 tutto sarà risolto.

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