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prandelli

Il disastroso Mondiale sembra essere stato un preludio ad una carriera in salita per Cesare Prandelli, che sta continuando la serie negativa anche sulla panchina del Galatasaray. Se il terzo posto in classifica non preoccupa eccessivamente ( anche se per la rosa a disposizione le ambizioni dovevano essere ben altre), sono l’ultimo posto nel girone di Champions e le figuracce nelle ultime uscite a rendere difficile la vita della squadra e della dirigenza turca.

I tifosi, ben prima della disastrosa debacle contro il Trazbonspor, avevano iniziato a lamentarsi  del tecnico italiano: i turchi, si sa, sono un popolo caldo ed al vedere una squadra passiva e senza idee ad ogni partita sono praticamente insorti. La dirigenza ha inizialmente spalleggiato Prandelli, difendendone l’operato ed incoraggiandone le scelte, ma dopo l’ultima e fragorosa sconfitta anche lo stesso presidente si è sbilanciato, rivelando le motivazioni della conferma dell’ex c.t. Pare, infatti, che nel suo contratto siano presenti delle clausole milionarie che lo tutelino in caso di esonero, clausole che attualmente il club non potrebbe permettersi e che inficerebbe inevitabilmente sul mercato di gennaio.

Il presidente è dunque passato da “facciamo due acquisti e risolviamo la questione” a “non appena ho visto la formazione ho capito che contro il Trazbonspor quale sarebbe stato il risultato“. Tra le maggiori critiche all’allenatore, infatti, vi è il mancato impiego di Wesley Sneijder, vicino al rinnovo ma che, senza giocare, potrebbe migrare verso altri lidi. La società si è dunque schierata apertamente al fianco dei tifosi ma Cesare Prandelli sembra averci visto lungo tutelandosi economicamente in caso di fallimento.

E pensare alle dimissioni come fatto con la nazionale? D’altronde, come in quell’occasione, le colpe del tecnico sono evidenti e, per il bene della squadra, Prandelli potrebbe decidere di abbandonare spontaneamente il suo posto senza inficiare sulle casse del club. Chi lo sa, forse rispetto al post-Mondiale ritiene la frattura ancora sanabile, forse è ancora in grado di risollevare il Galatasaray, o forse non ha altre offerte a cifre superiori che gli permettano di rinunciare a cuor leggero all’attuale stipendio. Istanbul intanto freme e Cesare è sempre più assediato nel suo castello milionario fatto di clausole e buonuscite.