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Alle volte si parte per un posto, in questo caso per l’Italia, sapendo come si inizia ma non come si finisce. Matias Vecino è un chiaro esempio di questa parabola. Arrivato a Firenze grazie a Corvino, il “Mago di Vernole”, pronto a tutto pur di accaparrarsi il talento uruguaiano, tanto da dirottarlo nel capoluogo toscano prima ancora dell’arrivo del passaporto e conseguente ok sul tesseramento del giocatore; il “volante” sudamericano ci ha messo un po’ prima di imporsi nel nostro calcio e di convincere i critici.

VECINO E LA MATURAZIONE Chiuso a Firenze dai tanti pezzi importanti del centrocampo gigliato Vecino è stato dirottato prima a Cagliari, 9 presenze e due gol per lui in Sardegna, poi ad Empoli, pochi km ad ovest di Firenze alla corte di Sarri. Con la maglia azzurra 12 gettoni di presenza, sempre titolare al centro del gioco del tecnico partenopeo, dove incarna benissimo il gioco a “stantuffo” dei toscani, bravo nell’inserimento che nel saper tamponare per poi ripartire.
FUTURO VECINO Come lo stesso Vecino ha dichiarato al “Corriere Fiorentino” appena una settimana fa “Imparo da Sarri per tornare da Montella. Qua mi sento importante e mi sono trovato bene: sono felice, mi manca solo il goal. A Firenze pretendono di più, ma io sono qua per dimostrare il mio valore. Per il futuro la Serie A mi piace molto, ma anche la Premier mi affascina”. Adesso è arrivato anche il gol a Parma, e non si può di certo dire che, ad ora, Vecino disdegnerebbe nella metà campo gigliata. È comunque giusto proseguire su questa strada, ovvero la valorizzazione del giocatore esentato da patemi di risultato, chissà che nel futuro non ci sia davvero un ritorno in “pompa magna” a Firenze, magari in sostituzione di qualche senatore attualmente in bilico sia dal punto di vista dell’età, dell’ingaggio e della scadenza di contratto.
Stefano Mastini 
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