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E’ davvero un momento difficile per Arsene Wenger. La sua posizione all’Arsenal mai come questa volta vacilla, soprattutto dopo la sconfitta in casa contro il Manchester United che ha fatto naufragare i Gunners all’ottava posizione della Premier League, con un ritardo addirittura di 15 punti rispetto al Chelsea, capolista. Ciò che più preoccupa è proprio l’atteggiamento del manager francese che tra litigi con Mourinho e Lukas Podolski (“Voglio parlare con Wenger, voglio avere un’occasione: amo Londra, mi piace questo club, ma non tollero questa situazione. Non sono un idiota”) non riesce proprio a trovare la quadratura del cerchio.

Al termine del match perso contro lo United le sue parole hanno allarmato la dirigenza dei Gunners: “Contro i Red Devils abbiamo dominato per l’80% del tempo ma difensivamente siamo stati un po’ naive, ingenui”. Il clamoroso pareggio contro l’Anderlecht in Champions League aveva acceso la miccia, ora il cattivo rendimento in campionato lo mette in discussione. L’Arsenal ha raccolto otto vittorie, sette pareggi e quattro sconfitte, firmando 33 gol e incassandone 22, ha conquistato la Fa Cup lo scorso 17 maggio contro l’Hull, il Community Shield ad agosto contro il City ma, per asimmetria, è già uscito dalla coppa di Lega, perdendo (ancora in casa) contro il Southampton a settembre. A Londra già si parla di futuro e lo stesso Wenger alla possibilità di rivedere Henry nel suo staff ha dichiarato “Non è affatto impossibile che Henry torni con noi  e poi io sono sempre favorevole agli ex di ritorno, ma a patto che non sia solo per un impiego onorario ma per un lavoro vero, che consenta loro di alzarsi la mattina per fare davvero qualcosa. Lui ha tutte le qualità per fare l’allenatore, ma deve essere pronto a sacrificare la sua vita per questo lavoro. Quando si è giocatori, si è convinti che sia semplice diventare allenatori – spiega Wenger – ma quando poi lo si diventa, si scopre che in realtà è tutto molto più complicato e se non si è preparati a quello a cui si va incontro, non si sopravvive. E’ la capacità di resistere alle critiche quando senti che non sono giustificate – continua l’alsaziano – ma non so se lui sarà capace di farlo, perché prima deve imparare il lavoro. Ne ho visti troppi in passato che, pur avendo le qualità per allenare, hanno fallito perché non erano pronti”.

Ma il divario con le big d’Inghilterra comincia ad essere troppo frustrante per la tifoseria. E in tanti profetizzano un incredibile “ribaltone” con l’ex attaccante francese pronto a sostituire il suo Maestro alla guida del club. In 10 anni l’Arsenal ha vinto solo 17 delle 63 gare giocate contro Chelsea, Manchester United e Manchester City e domani Wenger, in Champions League contro il Borussia Dortmund, è chiamato al primo vero esame decisivo per allontanare le possibili voci di un suo addio a fine stagione.
Fresco di rinnovo fino al 2017 il manager francese non trova la fiducia nemmeno dei suoi tifosi. Infatti secondo un sondaggio del sito ‘AFC4LIFE.co.uk’, l’87% dei tifosi sperano nella separazione tra club e allenatore francese al termine della stagione attualmente in corso.
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