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Paul Gascoigne è continuamente alle prese con il proprio spietato demone personale, l’acolismo. A nulla sembrano valere i continui e ripetuti tentativi di disintossicazione ai quali Gazza si è sottoposto negli anni ed anzi negli scorsi mesi sono stati frequenti gli episodi controversi che hanno visto l’ex attaccante di Lazio e Nazionale inglese finire in disgrazia. Adesso però Gascoigne sembra stare bene sul serio ed è lui stesso a svelare il perché: “L’Arsenal ed Arsene Wenger si sono presi cura di me. Il mese scorso chiamai Gary Levin, fisioterapista dei Gunners, dicendogli che non mi sentivo bene, e lui mi ha consigliato di andare in ospedale perché temeva che avessi una violenta polmonite. L’Arsenal ha pagato 28mila sterline per le mie cure e Wenger in persona altre 22mila per un mio problema all’anca”.

RICONOSCENZA? – Gascoigne fa anche un paragone con il suo ex club, il Tottenham: “Nel 2011 quando gli Spurs giocarono contro il Real Madrid in Champions League pensavo che mi avessero invitato come è solito fare con i vecchi calciatori che hanno significato qualcosa per la squadra, invece mi fu detto che se avessi voluto vedere il match c’erano solo due biglietti da 60 sterline l’uno a disposizione. Allora dovetti guardare la gara da un box posto sotto lo spazio riservato alla dirigenza, assieme ad ex calciatori del Tottenham più vecchi di me di almeno 30 anni”.

LA DURA LOTTA – Gascoigne, che con i rivali dell’Arsenal non ha mai giocato, ha anche aggiunto: “Poco più di un mese fa fui ricoverato d’urgenza in base al Mental Healt Act, la legge inglese che autorizza la polizia di fermare le persone affette da disturbi psichici o altro e che possono rappresentare un pericolo per gli altri, ma in me non c’è niente di sbagliato almeno fino a quando non prendo in mano una lattina. Ringrazio l’Arsenal che mi ha aiutato, ma l’unica persona che può salvarmi sono io stesso”.

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