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mauro esposito

 

A volte ritornano.

La redazione di Maidirecalcio ha intervistato in esclusiva l’ex calciatore di Cagliari, Roma, Chievo Verona e Grosseto, Mauro Esposito, originario della provincia di Napoli e divenuto grande in Sardegna nel trio d’attacco con Langella e Gianfranco Zola. A soli 31 anni, sfortunatamente, ha abbandonato il calcio professionistico dopo 6 presenza con la maglia della Nazionale. Ecco l’intervista completa:

E’ sbarcato su Twitter pochi mesi fa “Ragazzi e se tornassi a giocare? Voi cosa ne pensate?”. Molti tifosi le scrivono, ma cosa fa realmente oggi Mauro Esposito?

“Sono un imprenditore del brand Barraca™ insieme a mio cugino Francesco Esposito. L’idea di questo marchio italiano è nata durante un viaggio in Brasile e ho iniziato questa nuova sfida nel campo imprenditoriale. Le maglie sono state indossate anche dal mio grande amico Francesco Totti. Così anche tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo, come Alessia Ventura e MariaGrazia Cucinotta, hanno provato i nostri prodotti”

Il giocatore con il quale ha legato di più. E l’allenatore con il quale è subito nata la scintilla, l’intesa.

“Sicuramente con Francesco Totti, con il quale mi sento tuttora. Poi c’è Gianfranco Zola, persona squisita che è sempre disponibile con me. Poi ci sono tantissimi altri compagni con i quali ho condiviso tante vittorie ma anche momenti negativi, con le quali alcune volte mi sento. Per quanto riguarda l’allenatore dico Sonetti per i bellissimi anni che abbiamo vissuto a Cagliari”.

In Nazionale ha collezionato 6 presenze con la maglia azzurra. Un ricordo in particolare. E cosa consiglia a chi si avvicina alla maglia azzurra? Ultimamente Conte si è lamentato dello scarso impegno da parte di alcuni giocatori a Coverciano.

“Un’emozione incredibile. L’esperienza più bella della mia vita da calciatore: vestire la maglia della Nazionale. E’ stato un momento indimenticabile, il sogno di ogni bambino. Ai calciatori che indossano la maglia azzurra, soprattutto a quelli più giovani, consiglio tanto spirito di sacrificio e dedizione al lavoro. Non si può sprecare un’occasione così bella”.

Ha qualche rimpianto per la vita da calciatore. Qualcosa che avrebbe potuto fare e non ha fatto, proprio in Nazionale?

“Potevo disputare il Mondiale. Ringrazio infinitamente per l’opportunità Marcello Lippi, uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. Mi è dispiaciuto non partecipare alla spedizione mondiale nel 2006, questo può essere un rimpianto per la mia carriera da calciatore. Avrei voluto tanto esserci. Ero vicinissimo anche al Napoli: avevo un accordo con il club partenopeo, ma poi non si è fatto più nulla. Non so il vero motivo. Mi sarebbe piaciuto giocare sotto l’ombra del Vesuvio”.

Lei è nato in provincia di Napoli. Cosa consiglia ai ragazzini che si avvicinano al mondo del calcio? Il segreto qual è?

“Tanto allenamento. I giovani di oggi sono più fortunati in quanto hanno più possibilità per sfondare nel mondo del calcio rispetto a quando io ho iniziato a muovere i primi passi”.

E da grande cosa farà? Ci si vede nei panni dell’allenatore? 

“Vorrei provare a scovare nuovi talenti per le società per le quali ho giocato: Cagliari, Roma, Chievo Verona.  Mi piacerebbe un ruolo da dirigente”.

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