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Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, critica la riforma varata dalla FIGC nei giorni scorsi che prevede una riduzione obbligatoria delle rose dei club di Serie A fino ad un massimo di 25 giocatori. Per l’ex centrocampista di Roma e Verona il provvedimento promosso dal presidente FIGC, Carlo Tavecchio, non va incontro alla necessità impellente di tutelare il calcio italiano.

SERVE ALTRO – Tommasi ha spiegato il proprio punto di vista all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” in edicola oggi: “Non è questa la priorità per garantire lo sviluppo del pallone di casa nostra, servirebbe semmai una visione di più ampio respiro, che possa estendersi nel lungo periodo, diciamo 5-10 anni, e portare benefici stabili. Con le rose a 25 giocatori si darà la possibilità ai presidenti, e non agli allenatori, di escludere il 26° ed il 27° giocatore”.

BOOMERANG – Tommasi fa anche un esempio concreto delle negatività portate a suo dire da questo obbligo: “In questo modo il rischio che si presentino situazioni spiacevoli come quella che sta vivendo il portiere Puggioni al Chievo sarà molto più alto, già attualmente le società più virtuose e con una programmazione oculata possiedono rose non troppo ampie proprio per razionalizzare le spese, ma con questa norma altri club diciamo meno avveduti avranno dalla loro un ulteriore strumento di pressione verso gli atleti”.

I GIOVANI ITALIANI SI AIUTANO COSI’ – Tommasi infine è critico anche su un’altra delibera, quella inerente il numero illimitato di Under 21: “A prima vista può sembrare una buona cosa, ma senza il vincolo di aver giocato in Italia da almeno due anni come prescrive la Uefa, l’arrivo senza controllo di giovani stranieri non verrà comunque limitato. Per me sarebbe importante inserire le seconde squadre o, se proprio la FIGC non le vuole, che organizzi almeno un torneo riserve che permetta ai giovani di poter affrontare gente più esperta e migliorarne la crescita. Pensate al sampdoriano Soriano che ha debuttato in Nazionale a 23 anni, mentre Kovacic a 20 ha già giocato 19 volte nella Croazia”.

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