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L’ultimo ricordo che avevamo di Bastian Schweinsteiger era quello della sua maglia bianca, logora e sporca di sangue nel momento del fischio finale che decretava la Germania campione del Mondo. Una partita superlativa la sua contro l’Argentina, a dimostrazione che i veri campioni non sono solo quelli che fanno gol, ma anche quelli che fanno legna e sputano sangue (nel suo caso mai citazione più azzeccata) in fase difensiva. Si prospettava una stagione da protagonista per lui, ma un brutto infortunio l’ha fermato e, prima di sabato scorso, il giocatore non ha potuto mai mettere piede in campo. Depressione? Sconforto? Ma dove???

Bastian Schweinsteiger è da sempre stato un lavoratore modello, sempre pronto a sacrificarsi e ad adattarsi alle esigenze della squadra e del mister. Da modesta ala è stato trasformato da Van Gaal in uno dei migliori mediani in circolazione, dimostrando versatilità e dedizione al suo lavoro. Lavoro che talvolta è una vera e propria ossessione: da provetto sciatore quale era in gioventù, ha da subito capito che senza calcio non poteva stare e da quel momento ha iniziato il suo idillio con il Bayern Monaco. La sua attitudine ad ambientarsi a qualsiasi situazione ha reso indolore anche il passaggio dal calcio di ripartenza di Heynkes al “tiki taken” di Guardiola, portandolo ad accettare talvolta anche la panchina ed un ruolo diverso, cucito appositamente sulle sue capacità di saper stare in campo e di essere leader. Dopo un anno di vittorie ad esclusione della delusione in Champions, a fine mondiale arriva questo infortunio: inizialmente sembra cosa da poco, ma poi il recupero appare più duro del previsto e, aggiungendo gli sforzi brasiliani, per la guarigione serve più tempo.

Passano i mesi ma Bastian non smette di impegnarsi: sabato scorso, nel match contro l’Hoffenheim, riesce finalmente a tornare in campo, applaudito ed omaggiato dall’intera Allianz Arena. Un’accoglienza inaspettata che anche un duro come lui ha definito “toccante”. Pochi minuti ed ecco l’assit per Rode: Schweinsteiger è come se non fosse mai stato fuori dalla squadra ed il suo apporto si dimostra più utile che mai. A poco conta il fatto che a sostituirlo è stato un fenomeno come Xabi Alonso, quando c’è Bastian in campo a macinare chilometri la musica cambia.

Guardiola ha deciso di concedere al centrocampista qualche minuto anche in Champions e nonostante la sconfitta dei suoi, Schweinsteiger sta tornando pian piano al 100%. Nel mentre arrivano anche news dalla nazionale: Lahm lascia e la fascia tocca a lui. Ma non è infortunato? “Lui è il prescelto, per ora tocca a Neuer ma aspettiamo con ansia il ritorno di Schweinsteiger“, parola di Loew. Il giocatore che mangia la pasta solo nel giorno della partita e che bagna i calzini per migliorare la sensibilità del piede ci è mancato, ma ora è tornato in pista ed il Bayern, che comunque stava asfaltando tutti anche senza di lui, e la nazionale fremono per accoglierlo nuovamente in tutto e per tutto. E adesso, provate pure a fermarli.

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