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Questione di mentalità e maturità. La Juventus fa il suo, batte il Malmoe e compie un passo decisivo verso la qualifcazione, approfittando del successo dell’Atletico Madrid sull’Olympiacos; agli uomini di Allegri tra due settimane basterà fare un punto contro i campioni di Spagna per accedere agli ottavi. Con la possibilità, vincendo con due reti di scarto, di conquistare il primo posto nel girone. Eppure il primo tempo della Juventus non era stato dei migliori: squadra timida all’inizio, giusto un pò meglio fino al 45′. Troppo poco per aver ragione di un Malmoe ben disposto in campo, ma dai valori tecnici davvero modesti; il secondo tempo è stato invece tutt’altra roba, con i bianconeri (verdi per l’occasione) a fare finalmente la partita, sbloccare il risultato con Llorente, e chiudere la pratica con Tevez (tornato al gol in Champions dopo 6 anni). Massimiliano Allegri, tesissimo per tutto l’incontro a bordo campo, può tirare un sospiro di sollievo e godersi la vittoria; un successo non semplice, perchè la Juventus era favorita e in un certo senso costretta a vincere, per non complicare le cose in vista dell’ultima sfida all’Atletico. Una Juventus contratta e nervosa, ma che ha saputo pian piano scrollarsi di dosso le paure e i fantasmi europei degli ultimi anni.

Alzi la mano chi, tra i tifosi juventini, non aveva pensato all’ennesima beffa. L’impressione è che, una partita del genere, la Juventus degli anni passati non sarebbe riuscita a portarla a casa: al di là del cambio in panchina Conte-Allegri, la squadra pare aver acquisito l’esperienza e la maturità necessarie in Europa, riuscendo a gestire anche questo genere di sfide. La solita timida Juventus ha lasciato spazio a quella autoritaria della ripresa; è qui che si nota la mano di Allegri, a cui va certamente riconosciuto l’ottimo lavoro svolto fin qui. La mentalità vincente che mostra da anni in campionato fatica(va) a venire fuori, ma la svolta sta proprio qui: sfatata stavolta la “maledizione dei portieri nordici“, questa Juventus è pronta come non mai al definitivo salto di qualità e a fare la voce grossa anche all’estero. Il nuovo schieramento garantisce ancora più copertura e una varietà di soluzioni fuori dal comune; lo strepitoso lavoro di Marchisio e Pogba, pericolosi anche in zona gol con i loro inserimenti, danno modo a Pirlo di gestire il gioco a suo piacimento. E anche se Vidal non gira ancora come dovrebbe, in avanti ci pensano Tevez e Llorente a fare gol.

Mentalità e maturità. Due elementi essenziali che erano mancati alla Juventus di Conte e che con Allegri la squadra sta trovando; difficile dire dove possano portarla, ma intanto la qualificazione è a un passo e questo è quello che conta. Dopo la sconfitta di Atene in pochi ci avrebbero scommesso.

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