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All’interno della nostra trasmissione settimanale del mercoledì, “Chi ha fatto palo?” on air sulle frequenze di Radio Baiano, è intervenuto in diretta Pietro Nicolodi, con cui abbiamo parlato dell’evoluzione del ruolo del telecronista e delle differenze nel raccontare un evento sportivo in radio e in tv. Non manca ovviamente una approfondita analisi sulla Bundesliga e su sorprese e delusioni del campionato tedesco, di cui il nostro ospite ci parla abitualmente ogni settimana su Sky Sport.

Noi tutti siamo curiosi di sapere quale è stata per te l’esperienza sportiva più difficile da raccontare

L’hockey sul ghiaccio è lo sport più difficile da trasmettere a chi sta a casa, specialmente se non sei ferrato nell’argomento e se non commenti un match dal vivo, a volte poi non conosci neanche i giocatori. Non è come il calcio, gli effettivi in una partita cambiano molto di più perciò serve una preparazione diversa. Ho commentato anche delle gare di mountain bike tempo fa che però duravano al massimo una quarantina di minuti e quindi era una situazione gestibile, nel ciclismo invece specialmente durante i grandi eventi devi avere anche tante cose da dire oltre a quello che accade sulla strada.

Per te cosa vuol dire creare un proprio stile in un racconto in radio o in televisione? Quale pensi che sia il modo più facile di comunicare a chi sta a casa?

Fare una radiocronaca secondo me è molto più facile perché hai più libertà di racconto e non sei vincolato alle immagini come in televisione, perciò puoi affrancarti e parlare più disinvolto. Quando hai a che fare con lo schermo ti devi forzatamente limitare a quello che vedi. A volte cerco anche di snocciolare qualche aneddoto, qualche statistica curiosa, poi molto dipende dalla partita e dallo sport che commenti e dal ritmo a cui assiti. La radio è un pò un rimpianto della mia carriera dal punto di vista lavorativo e l’ho sempre trovata molto stimolante.

Il telecronista tifoso esiste solo in Italia o è presente anche nel mondo? A te piace questa figura?

All’estero almeno nel calcio la figura del telecronista tifoso non esiste, solo in Italia si urla per un gol o non gol e si danno dei nomignoli ai giocatori, per quanto ne so le telecronache dedicate a certe squadre esistono soltanto nella nostra Serie A. F. Per quanto riguarda altri sport come il baseball americano dove ci sono molte televisioni locali di parecchie squadre, posso accennare ad un commentatore dei Chicago White Sox che ad ogni fuoricampo urla come un pazzo. Radio e tv americane locali fanno il tifo come tanti, ma a livello nazionale quella del telecronista tifoso è una peculiarità solo nostra. Non saprei da dove sia nata questa idea, sicuramente però in molti si divertono ad ascoltare certi commentatori-supportes, che possono essere coinvolgenti ma a volte esaltano troppo la faziosità. Io non mi ci vedrei proprio, devo dire.

Parliamo di Bundesliga: che succede al Borussia Dortmund che zoppica in campionato e vola in Champions League?

Il BVB ha un problema di ordine fisico: avendo da fare i conti con tanti infortuni non riesce più ad esprimere il gioco fantastico che tutti noi conoscevamo. In Champions invece ci sono sicuramente delle motivazioni in più come giocare contro una squadra come l’Arsenal, di sera, in una grande atmosfera…in Bundesliga fa fatica anche perché gli avversari ormai conoscono gli schemi di Klopp ed inoltre chi gioca contro i gialloneri fa facilmente leva sulle sue difficoltà. Non dimentichiamo poi che questo Borussia ha fatto a meno di uno come Gundogan per ben due anni, un giocatore capace di svariare da una parte all’altra del campo e di servire palloni in profondità ad occhi chiusi, e come lui anche Kuba, Reus, Hummels…sono talmente tanti gli infortunati che fare una analisi sul Dortmund è davvero difficile. Ora che gli ottavi di finale in Champions sono stati raggiunti i gialloneri penseranno a centrare almeno il quarto posto, che al momento è lontano ma raggiungibile con un filotto di vittorie.

Ma può cambiare qualcosa a fine stagione come conseguenza di questa striscia negativa? Tipo Klopp che lascia…

Klopp via a fine stagione? L’ho visto in formissima nella conferenza pre-Arsenal, scherzoso come sempre con i giornalisti. In una recente intervista Hans Joachim Watzke, direttore generale del Borussia e colui che ha salvato la squadra dal fallimento qualche anno fa portandola ad avere il bilancio sempre in attivo, ha affermato che le difficoltà del momento lo hanno persuaso a rinviare l’annunciato ritiro a fine 2016 e penso che lo stesso valga per Klopp: il tecnico non vorrebbe mollare in un momento di difficoltà, non è da lui, anche se una offerta megagalattica potrebbe cambiare tutto. E nonostante i risultati negativi in campionato tutti pensano che metterlo in discussione sarebbe ridicolo.

Parliamo delle belle realtà del calcio tedesco: Paderborn, Augsburg, Hannover, il Gladbach, il risorto Wolfsburg…

Il Paderborn, dato come spacciato già prima dell’inizio della stagione, è una squadra brillante con un mix perfetto tra l’ossatura già preesistente ed i nuovi acquisti giovani, ambiziosi e che corrono tanto, che l’allenatore Breitenreiter sa miscelare alla grande. Io penso ogni settimana che crollino invece non succede mai. Lo stesso vale per l’Augsburg, con un genio come Markus Weinzierl in panchina, gli hanno disfatto la squadra come ogni anno per poi ricostruirgliela ex novo ma lui puntualmente è bravo ad organizzarla al meglio nonostante non ci siano elementi di grande qualità, in questo caso è il collettivo che fa la differenza. L’Hannover è sempre lì, gioca bene due partite ma poi vince pochissimo in trasferta. Favre al ‘Gladbach invece è uno che sa rimediare a tutto ed anche quest’anno i suoi giocano molto bene, il Wolfsburg finalmente è tornato competitivo, con tutti i soldi che ha.

Il rovescio della medaglia oltre al Borussia: come spieghi le crisi di Schalke ed Amburgo?

Lo Schalke non difendeva prima con Keller e non difende adesso con Di Matteo, è la dimostrazione che il cambio di allenatore serve fino ad un certo punto. Di Matteo è a Gelsenkirchen solo da tre settimane e quindi può avere cambiato poco ma la prima azione della partita di Champions con il Chelsea ha fatto capire subito come sarebbe finita: i giocatori dello Schalke non hanno capito nulla di quello che dovevano fare e questa è una ennesima dimostrazione di pochezza da parte loro. All’Amburgo più di qualcosa non funziona, sono cambiati allenatori, calciatori, direttori sportivi…bisogna capire cosa fare adesso e tra l’altro stiamo parlando di una delle piazze calcistiche con maggior pressione in Germania. E’ una situazione strana perché la qualità non manca ma spesso i giocatori dell’Amburgo scendono in campo impauriti, alcuni di loro poi sono peggiorati in maniera paurosa.

Chiudiamo in bellezza: che ne pensi del talento Çalhanoğlu del Bayer Leverkusen? A noi piace tantissimo

Çalhanoğlu? E’ uno dei calciatori per i quali stravedo, se avesse un passo anche solo leggermente più veloce staremmo parlando di un fuoriclasse. Ha un tocco di palla sontuoso e nel 90% dei casi manda il pallone dove vuole, se poi anche il Bayer Leverkusen tornasse in forma come ad inizio stagione allora ci divertiremmo non poco ad ammirarlo.

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