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ONLY BLUES – Novembre è ormai ai titoli di coda, la sosta è bella che passata, ma il Premier League si suona sempre la stessa musica. Un Blues elegante ma allo stesso tempo poderoso, grazie a degli interpreti fantastici e un maestro d’orchestra speciale. Per commentare la 12/a giornata del campionato inglese quasi basterebbe semplicemente guardare il tabellino di Chelsea-West Bromwich, leggere i nomi di Eden Hazard e Diego Costa e rendersi conto dello strapotere dei londinesi che stanno spazzando via ogni avversario che gli si presenta davanti. Non c’è stata storia nemmeno contro il WBA, bestia nera nella scorsa stagione per i ragazzi di Mourinho, gli unici a rimanere indenni dal doppio confronto in campionato. La Premier League ci ha sempre regalato campionati thrilling, risolti all’ultimo secondo dell’ultima partita, ma l’assoluta perfezione messa in campo fino a questo momento dal Chelsea sembra davvero non lasciare spazio a nessun’altro epilogo per la stagione.

POCO “SAINTS” – Il distacco dalle altre è andato ad aumentare anche in virtù del pareggio del Southampton nel Monday Night in casa dell’Aston Villa. In un’economia di una stagione così lunga, ma soprattutto in virtù del fantastico campionato dei Saints, un pareggio dopo quattro vittorie consecutive è un risultato che ci può stare. Rimane comunque una brutta prestazione di Pellè e compagni, che hanno rischiato addirittura di perdere se non fosse stato per Clyne che a 10 minuti dalla fine firmasse la rete del pareggio, che mantiene più che intatte le possibilità dei ragazzi di Koeman di coltivare il sogno europeo.

RIDE MANCHESTER – Turno positivo per la città di Manchester che occupa per la prima volta nella stagione gli altri due posti Champions. Due vittorie sofferte e per questo ancor più importanti, con i Citiziens capaci di rimontare il match contro lo spigoloso Swansea grazie a Jovetic ma soprattutto a Yaya Tourè, il fulcro tecnico ed emozionale della squadra, e con lo United che ha fatto bottino pieno all’Emirates nel big match contro l’Arsenal. Grande merito va all’immenso Wayne Rooney, troppo spesso posto in secondo piano per esaltare nuovi acquisti che o fanno male o addirittura restano in panchina, ma anche alla pessima gestione dei Gunners, capaci prima a farsi gol da solo con Gibbs e poi scoprendo completamente il fianco ai Red Devils per tutto il secondo tempo. Ad oggi la squadra di Wenger sarebbe addirittura fuori dalle coppe, con una Champions League che diventa sempre più un miraggio vista la concorrenza spietata e le condizioni di forma dei nord-londinesi.

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