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Qualificazione in Europa League in tasca, è tempo per la Fiorentina di ributtarsi “a pesce” nella Serie A, in programma c’è la trasferta sarda contro il Cagliari di Zeman, squadra da affrontare con il piglio giusto per cercare di riuscire nell’impresa del “filotto” che il Direttore Sportivo Pradè aveva palesato nella conferenza stampa dopo la sconfitta interna con il Napoli.

NON SOTTOVALUTARE IL CAGLIARI Tutt’altro che una trasferta facile, la Fiorentina viene si da un buon momento di forma con la doppia vittoria in appena quattro giorni, è però importante ricordare come, negli ultimi anni, le partite sull’isola abbiano portato più musi lunghi che altro, con Montella che nel suo ciclo in viola non è mai riuscito ad andare oltre la sconfitta (1-0 nel 2013/14, 1-0 nel 2012/13) e che può vantare proprio nel Cagliari la sua “bestia nera” da allenatore con appena una vittoria e un pareggio in ben 6 incontri (conto comprensivo delle due sconfitte ai tempi di Catania). La squadra di Zeman è, almeno sulla carta, inferiore dal punto di vista tecnico rispetto alla ciurma gigliata, è però doveroso ricordare come il diktat di gioco del tecnico boemo, giocarsela sempre, si potrebbe “amalgamare” bene al match, dando vita, potenzialmente, ad una partita in cui ci potrebbero essere molte azioni da gol con eventuali ribaltamenti di risultato; in tal senso il pareggio per 3 a 3 rimediato contro il Napoli, formazione notoriamente votata all’attacco, dovrebbe suonare almeno come un avvertimento per la viola.

GIOCARE SEMPRE MOTIVATI La pecca di questa Fiorentina è la continuità di rendimento, non solo nel lungo periodo ma anche, e soprattutto, per tutti i 90 minuti di gioco. La formazione allenata da Montella ci ha abituato a momenti di ottimo calcio coadiuvati da errori da “principiante” non degni di squadre che mirano a posizioni importanti di classifica. Un po’ la colpa è della sfortuna (reiterati infortuni dei migliori) e degli eventi (momento di forma degli avversari), è però solare come la Fiorentina stessa non riesca a tenere un ritmo importante per gran parte della gara, il che finisce per pregiudicare lo stato d’animo dei giocatori in campo, costretti alla vittoria sotto pressioni notevoli, il più delle volte nervosi per buona parte della gara (incidenza di cartellini singolare a fronte del numero di falli fatti). La panacea di tutti i mali è, manco a dirlo, la vittoria. Sembra un controsenso ma “vincere aiuta a vincere”, soprattutto permette di rifiatare “psicologicamente” senza doversi portare dietro il peso degli errori o dei punti persi nell’immediato passato, con conseguente sviluppo di una “tranquillità” di gioco e “spensieratezza” alla base del calcio “montelliano”.

FIORENTINA A CAGLIARI COSI’ Il turnover in Europa League ha funzionato, dentro gran parte delle “seconde linee” con i titolari in panchina o, addirittura, a casa a riposo. Se è vero che il trittico Gomez, Pizarro e Rodriguez sono rimasti a Firenze per precauzione, il mancato impiego di Borja Valero contro il Guingamp lascia intendere l’importanza della partita di Cagliari, step decisivo per recuperare punti in classifica sulle dirette rivali (domenica c’è Roma-Inter e Sampdoria-Napoli) e per presentarsi, senza paura, all’anticipo di venerdì 5 dicembre contro la Juventus al Franchi in “pompa magna”, magari con il sogno di ripetere l’impresa della stagione scorsa. In porta tornerà Neto, con Savic e Gonzalo davanti al brasiliano e uno tra Tomovic e Basanta a completare il terzetto difensivo. A centrocampo avanti con la “vecchia guardia”, Pizarro, Borja Valero e Mati con Alonso alto a sinistra nella posizione di laterale. In attacco Gomez e Cuadrado sicuri del posto da titolare, con il colombiano che potrebbe “far variare” l’11 gigliato in base alla sua posizione, nel caso dovesse giocare punta possibile il ritorno di Joaquin a destra, al contrario se fosse proprio la “vespa viola” ad agire da laterale potrebbe rientrare nella formazione iniziale uno tra Ilicic e Marin, con il tedesco redivivo al suo primo gol in Fiorentina contro il Guingamp in Europa League.

Stefano Mastini

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