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Totti

Fra ex amati (pochi) ed odiati (tanti) andrà in scena Roma-Inter, una partita dalle mille motivazioni per chi la gioca: visti i precedenti degli scontri fra le due squadre nell’ultimo decennio, quando si sono contese il titolo in più d’un occasione, saranno molti i motivi per far bene per tutti, in campo, in panchina e sugli spalti. 

La motivazione principe in casa Roma è senza dubbio rimanere agganciati all’eurostar Juventus, sperando che riparta in ritardo dalla sua Torino agghindata a festa per il derby: sicuramente ci terrà anche Maicon a fare bella figura contro la sua ex squadra, nella quale ha lasciato tanti bei ricordi nei tifosi e un pezzetto di cuore. Se De Sanctis avrà l’occasione per riscattare subito il brutto errore e la bruttissima sparata nel post di Champions, l’occasione è ghiotta anche per Totti: per un tiratore come lui potrebbe essere un bello sfizio battere un noto pararigori come Samir Handanovic dagli undici metri. E attenzione anche ad Alessandro Florenzi, che ha segnato il primo gol in Serie A proprio contro l’Inter nella Scala del Calcio…

L’Inter invece vuol continuare sul trend positivo dopo la fortunosa vittoria di Europa League: per Roberto Mancini, simbolo della Lazio che più di una volta ha battuto i giallorossi nel periodo d’oro dell’Inter post Calciopoli, fare bella figura sarà importantissimo. Grandissime motivazioni anche per l’ex Dodo’, uno mai capito dalla piazza giallorossa che sta migliorando in nerazzurro (e che sulla sua corsia avrà, ahilui, Maicon), ma il più fischiato sarà senza dubbio Pablo Daniel Osvaldo: lasciatosi fra gioie e dolori dopo un tormentato rapporto con la Lupa, l’italo-argentino torna da figliol prodigo dopo il gol che ha punito i giallorossi al 90′ con la maglia della Juventus. A restare in panchina dovrebbe essere Maurito Icardi, non scintillante nelle ultime uscite ma importantissimo per gol decisivi: l’argentino è pronto a mangiare l’erba anche a partita in corso. Chi avrà la grande chance sarà invece Mateo Kovacic: Mancini ha delegato a lui l’onere della giocata, paragonandolo addirittura ad un mostro come David Silva. Al croato l’onore di dimostrare che tale investitura non sarà soltanto un bluff.

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