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milito

Lasciatosi con l’Inter per tornare in patria Diego Milito, dopo una stagione con più assist che gol e un brutto infortunio, è decisivo nel finale del Transicion: doppietta contro il Rosario che dimostra l’indelebile stoffa del campione.

Quando sei un campione non contano l’età, il campionato, la maglia, il contesto: i gol pesanti rimangono, e Diego Milito di gol pesanti se ne intende, parliamo di uno andato a segno in tutte e tre le partite che hanno portato al triplete dell’Inter nel 2010. “No solo de corazón se trata esta historia“, comincia l’epinicio al numero 22 sul sito del Racing: “Non solo di cuore tratta questa storia“, ma anche di numeri, numeri pesanti che hanno inciso sul gioco dell’Academia. Il Principe non si è posto, da giocatore affermato quale è, a fare da riferimento offensivo ma è rientrato, ha rincorso avversari, recuperato palloni e fatto assist, come un ragazzino che vuol strappare il biglietto per l’Europa.

Riteniamo dunque giusto celebrare il talento e l’abnegazione di un giocatore dato per finito un paio d’anni fa, che ha ritrovato con l’aria di casa la voglia di lottare: nonostante lo stop di un mese per infortunio Milito si è messo in gioco, uscendo molte volte sfinito dopo un’ora di partita, portando a compimento una storica remuntada sul River approfittando del passo falso dei Millionarios. Il destino è adesso nelle mani dei biancocelesti, passati in testa due giornate fa: nella prima delle due finali il Principe di Bernal ha messo a segno una doppietta dopo aver propiziato un’autorete nella giornata precedente.

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