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Emmanuel Petit ne ha per tutti. Il 44enne ex centrocampista francese, campione del Mondo nel 1998, ha commentato in maniera a dir poco piccata l’addio di Thierry Henry ai New York Red Bulls e, probabilmente, al calcio giocato. Petit, compagno di squadra proprio di Titì nell’Arsenal dei record e in Nazionale, ci è andato giù pesante ai microfoni di Sports.fr, definendo il popolo francese “ipocrita e vile”. Un vero e proprio fiume in piena che non ha risparmiato un clamoroso riferimento al turbolento rapporto dei transalpini con la vicina Germania.

Queste le dichiarazioni dell’ex giocatore:

In Inghilterra hanno edificato una statua a Thierry. Ciò significa molto, è estremamente adorato lì e onestamente ciò mi dà fastidio.

Che cosa possiamo rimproverare a Henry? Il suo tocco di mano contro l’Irlanda ad esempio? Henry ha solo aiutato la Francia a qualificarsi per la Coppa del Mondo in Sud Africa, ma non ha fatto nulla di particolare. La Francia è un paese ipocrita e vile. A volte penso che se fossimo stati invasi dai tedeschi saremmo un popolo migliore.

In Francia Henry non è odiato, ma non è certo amato.

Petit ha giocato 63 volte con la Francia, segnando anche un gol al Brasile nella finale Mondiale del 1998. Nonostante ciò ha ammesso di “aver avuto enormi difficoltà con i francesi. Non ho mai visto tanta gente arrogante, compiaciuta, bugiarda, vile e ipocrita”. Parole pesanti che faranno certamente discutere.

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