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serie a-gabbiadini

Meno di un mese e poi “Pronti via”. Il calciomercato di Serie A è infatti alle porte, con buona pace di un campionato ormai intarsiato dai movimenti, nemmeno tanto sinuosi della coppia imperfetta JuventusRoma, e con il mondo mediatico che orbita intorno al “circo pallonaro” in rapido subbuglio/divenire. Già escono un po’ ovunque speciali e focus che cercano di raccontarci retroscena e/o caratteristiche di quello che potrebbe essere vari scambi, affari che si faranno e di quelli che salteranno all’ultimo momento, e alla fine del tutto, anche se tutto quello che si è detto non dovesse succedere, “Amen”, tanto la notizia è notizia e quello che fa piacere è gustarsi il volo pindarico al momento del “distacco” dai piedi dal suolo.

CONSIDERAZIONI SUL CALCIOMERCATO Difficile vedere dei “botti” di spessore, l’ultimo calciomercato estivo relativo alla Serie A insegna, del resto il nostro paese è avviluppato nella crisi e l’economia non fa sconti ai club nostrani, in tal senso. Ne sono una testimonianza i continui scoop e speciali sulle “casse” delle nostre compagini, tutte, o quasi, a rischio, con monte ingaggi e tetto salariali che rappresentano termini importanti e insindacabili, senza considerare poi le modifiche che sono state apportate alle regole della nostra massima serie calcistica, dal tetto di giocatori per rosa, al numero di quelli provenienti dalle giovanili, fino all’abolizione delle comproprietà; insomma la “giungla giuridica” è fitta da “far paura”, soprattutto se la si affronta con fatturati da squadra medio/piccola che tradotto è come vedere un avventuriere spagnolo farsi largo nella foresta a colpi di coltellino svizzero, quando le altre big italiane e soprattutto estere, vanno in giro munite di machete, disboscatore e frullino elettrico: tutto in uno, un meltin’pot della devastazione, roba da far impallidire geni maligni del calibro di “Willy il Coyote” e “Gru”. Ecco allora che si parte sempre mirando in alto sperando di potersela cavare con poco, anzi pochissimo, arrivati allo scadere della finestra di mercato, magari cercando di fare buon viso a cattivo gioco, mettendo in auge scambi, accordi, prestiti e chi più ne ha più ne metta, il tutto senza perdere mai di vista la risonanza mediatica e il buon vecchio portafogli.

CALCIOMERCATO PUNTE Non vi preoccupate, qualcosa accadrà sicuramente, che sia relativo a rescissioni, prestiti o quant’altro, molte compagini della nostra Serie A, proprio per le modifiche del regolamento volute dalla FIGC, dovranno liberarsi di qualche esubero, giocatori che potrebbero fare comodo ad altre, destinati, perchè no, a finire invischiati in qualche scambio, il tutto magari strizzando l’occhio ad un possibile rilancio di qualche prospetto con tanto di mantenimento del valore del cartellino, o anche solo per sfruttare al massimo il contratto in auge salvo vederlo decadere alla fine della stagione. Nel “triangolo magico” di parole e di chiacchiere del calciomercato c’è però il, cosiddetto, “valzer delle punte”, terminologia da sempre in voga quando si parla di ristrutturazione, musi lunghi e apertura del mercato di Serie A di riparazione; quest’anno forse ci siamo, eh si perchè di tutti gli affari possibili, vociferati e non, quelli che sembrano più plausibili rientrano proprio in quest’ottica. Cassano, Bergessio, Gabbiadini e Giovinco, con rispettivamente Parma, Sampdoria, Napoli e Juventus in primo piano, chi per tappare un buco (partenopei a fronte dell’infortunio di Insigne), chi come i ducali e i doriani che potrebbero cogliere al volo l’opportunità per uno scambio che profumerebbe di passato, con il “ragazzo di Bari vecchia” pronto a tornare in quella Genova che lo rimise al Mondo qualche anno fa, e l’ex Catania a lottare per la salvezza (ormai il suo pane quotidiano). In tutto questo a fare da interlocutore nemmeno tanto esterno c’è la Juventus, sia per il caso Gabbiadini a Napoli (cartellino a metà con società di Ferrero), sia per quanto riguarda la propensione di Mihajlovic per Giovinco, giocatore molto più apprezzato dal tecnico ex Fiorentina rispetto a Cassano. Insomma di tutte quelle che si sentono il “valzer delle punte” potrebbe essere l’ipotesi più suggestiva e praticabile, sperando che il tutto non finisca poi in sole chiacchiere e “tarantella”.

 

Stefano Mastini

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