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fiorentina europa league

Poco più di 24 ore a FiorentinaJuventus, a Firenze la sfida delle sfide. Il capoluogo fiorentino si sveglia così un giorno prima della partita, tra un filo di nebbia e una goccia di rugiada nel dicembre più pazzo che ci sia, più simile ad un inizio di autunno, con tanto di alberi dalle foglie leggermente ingiallite, che all’approssimarsi dell’inverno. Per la super stracittadina che derby non è, eppure c’è gente a Firenze (e non solo) che darebbe di tutto pur di vincere questo match, saranno presenti ben 40000 spettatori con un nutritissimo “formaggino” di supporter ospiti (circa 2000), numeri che rendono bene l’importanza di questa sfida non solo per quanto riguarda l’eterna lotta tra “viola e bianconero” bensì per la sua importanza anche dal punto della classifica della massima serie italiana.

FIORENTINA SE LA GIOCA L’obbiettivo della Fiorentina è, nemmeno a dirlo, giocarsela. Cioè evitare di lasciare il  pallino del gioco in mano agli uomini di Allegri, ne tanto meno entrare in campo con quella “sudditanza” già intravista nei primi 45 minuti di quel 4-2 firmato l’anno scorso da Giuseppe Rossi, quando, finita la prima frazione in svantaggio per 0-2, ci si ritrovò dinanzi all’obbligo di far gioco per “disperazione”, ottenendo, anche grazie alla fortuna, gli assist giusti per mettere in piedi un’impresa idolatrata per svariati mesi. Da un Fiorentina-Juventus all’altro, precisamente quello di Europa League, un pareggio quasi acclarato fino alla “bomba” di Pirlo che valse il passaggio del turno per i bianconeri e la tristezza ai viola per un cammino che sarebbe potuto diventare importante; quella fu una partita vera, con azioni da una parte e dall’altra, con due formazioni che non rimasero “a guardarsi”, con una Fiorentina arrembante nei primi minuti e una Juventus “sorniona” fino all’ultimo. Ecco, adesso avanti con la riedizione del duello, con qualche attore cambiato(Allegri per Conte), qualcuno ritrovato (Mario Gomez e Andrea Pirlo), il tutto con il benestare anche della tribuna in cui campeggeranno le due famiglie presidenziali, con i Della Valle e gli Agnelli che, in tempi non sospetti, non se la sono proprio mandata a dire.

FIORENTINA CAMALEONTE Montella ci ha abituato a repentini cambi di modulo e a posizioni oscillanti e fluide in campo, il suo motto “Non è importante il modulo ma il gioco” rappresenta un diktat che Er Piotta avrebbe dichiarato espandersi “Dalle Alpi alle Ande”. Proviamo allora a decifrare la Fiorentina anti-Juventus che il tecnico partenopeo ha in testa, spiegando come proprio la duttilità di alcuni interpreti gli permetterà, in corso d’opera, di poter passare agilmente da 3-5-2 a 4-3-3 “camaleonticamente” parlando, anche perchè davanti si ha comunque una squadra dall’indubbio valore sia tecnico che, soprattutto, fisico. In porta ci sarà Neto, portiere in attesa di risoluzione della vicenda contrattuale; in difesa si parte con la linea a 3 composta da Savic, Gonzalo Rodriguez e uno tra Basanta e Tomovic, con il serbo leggermente in vantaggio proprio a fronte delle sua caratteristiche tattiche. Linea mediana su cui si andranno a posizionare Borja Valero e Mati Fernandez, con lo spagnolo che sta ritrovando freschezza e il cileno in grande spolvero dopo la doppietta di Cagliari e le ultime prestazioni decisamente positive, vertice basso occupato da uno tra Pizarro, Aquilani o Badelj, anche se l’italiano ha qualche chance in più di essere in campo dal primo minuto. Sulle corsie esterne spazio a Marcos Alonso e Joaquin, il duetto spagnolo che ben sta figurando in  queste ultime uscite. Davanti sarà ancora CuadradoGomez dal primo minuto, con il colombiano pronto a svariare su tutto il fronte d’attacco e il tedesco libero di infilarsi negli spazi e di giocare di sponda per le incursioni dei centrocampisti gigliati. Si è “camaleonti” perchè, in caso di necessità, Tomovic si può allargare a destra con Alonso pronto ad arretrare sulla linea dei difensori, una volta fatto ciò sia Cuadrado che Joaquin si ritroverebbero nella posizione di ali, intercambiabili, come molte volte hanno fatto nella stagione scorsa. Soprattutto sarà importante capire quanto riuscirà a spingere lo spagnolo ex Southampton che non avrà Lichtsteiner sulla propria corsia, mentre in avanti ci si aspetta fuoco e fulmini dall’incontro-scontro Gomez-Chiellini. Firenze attende, oggi è già domani.

Stefano Mastini

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