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ibrahimovic 2015

Gli anni passano per tutti, purtroppo anche Zlatan Ibrahimovic. Gli sprazzi di classe, i gol pazzeschi, le giocate del campione svedese hanno scandito questo ultimo decennio di calcio internazionale ma adesso pare arrivato l’inevitabile declino fisico anche per lui. Fino alla stagione scorsa quasi mai Ibrahimovic si era dovuto arrendere a guai fisici, giocando con una straordinaria regolarità praticamente tutte le partite di ogni stagione disputata; memorabili, perchè rarissime, le volte in cui anche con le maglie di Juventus, Inter e Milan era rimasto in panchina. Le cose sono cambiate lo scorso mese di aprile quando, nel match di quarti di finale di Champions League contro il Chelsea di Mourinho, un infortunio muscolare lo mise fuori gioco facendogli perdere l’ultima parte di stagione. Tutto sembrava tornato alla normalità quest’anno ma un altro stop, questa volta alla caviglia, lo ha tenuto lontano dai campi per quasi due mesi; inutile dire che la sua ingombrante e pesante assenza, ha inciso non poco sul rendimento del suo Paris Saint Germain, mai convincente nonostante pieno zeppo di stelle.

La stella più luccicante, la più grande, è sempre lui, Zlatan, rientrato da pochissimo e subito in gol sia in Champions (dove ha raggiunto Del Piero a quota 42 reti nella storia dei marcatori della competizione), che in Ligue 1. A gelare i tifosi parigini, e dello svedese in generale, ci ha pensato però il medico sociale del PSG, Eric Rolland: “Ha ancora dolore alla caviglia, un problema che puo’ variare di intensita’ di giorno in giorno, ultimamente e’ andata un po’ peggio ma sara’ a disposizione per le prossime gare. Zlatan, pero’, non potra’ giocare tutte le partite di questa stagione”. Parole chiare, che indicano le ormai evidenti crepe nel fisico dello svedese, tali da non consentirgli più di giocare al massimo tutte le partite. Anche nella gara di ieri pareggiata con il Lille, Ibra è rimasto a riposo come dichiarato dal tecnico dei campioni di Francia, Laurent Blanc: “E’ stato fuori per sette settimane e non puo’ essere al 100%, mentre io ho il dovere di gestire la rosa nel miglior modo possibile. Abbiamo preferito farlo riposare perche’ adesso avremo cinque gare molto importanti”.

Il mondo del calcio rischia seriamente di perdere pian piano un fuoriclasse assoluto, un personaggio di primissimo piano, un giocatore meraviglioso, certamente uno stakanovista del pallone. Ibrahimovic, 33 anni compiuti il mese scorso, sarà capace di accettare questa sua nuova dimensione e riciclarsi come giocatore part-time? L’impressione è che, gestito nella maniera giusta, possa ancora scrivere pagine importanti a grandi livelli prima dell’inevitabile “canto del cigno” a cui tutti, anche i grandi campioni, sono destinati. Ma per quello c’è ancora tempo.

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