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Al Franchi va in scena il match di copertina di questo “ponte” festivo. Fiorentina-Juventus è lasciata sola a giocare, isolata, quasi fuori dal tempo, come se facesse testo a parte, sia per le motivazioni da entrambe le parti che per l’atmosfera del Franchi. E’ stata sicuramente una partita “sui generis”, sicuramente non spettacolare, del resto lo 0-0 è marmoreo, eppure condita da tanto agonismo e ritmo, con due squadre che per lunghi tratti della partita si sono mosse in campo da sempre in assetto, nemmeno fosse rugby.

IL RITMO Elevato fin da subito, con la Juventus schierata con una formazione molto muscolare con Pogba a distruggere e creare in mezzo al campo, magari cercando di assistere un Pirlo sempre ben coperto. Dall’altra parte invece Montella ha schierato i suoi con il solito motore di gioco viola, in questo ultimo periodo tirato a nuovo grazie alla buona vena di Mati Fernandez (il migliore dei viola), con un Joaquin esemplare nel saper interpretare l’esterno di destra anche in fase difensiva. Una prima frazione dove le forze fresche hanno dato una bella mano sul piano agonistico: i giocatori si sono letteralmente affannati in continui recuperi di palla e pressing, tanto dall’uscire dal campo stanchissimi già dopo i primi 45 minuti. Secondo tempo con quasi tutti in riserva intorno al 70′, squadre più lunghe ma lo spettacolo latita e sembra accendersi solo quando i big provano qualche mossa in solitario.

PARTITA DEI MUSCOLI E’ stata una partita da pugili per larghi tratti, con Giorgio Chiellini simbolo emblematico di come questo non sia uno sport per “signorine”, dall’altra parte Savic e Gonzalo Rodriguez, coadiuvati da Basanta, non hanno disdegnato in tal senso. La tecnica è stata letteralmente asservita al ritmo di gioco e ai tempi della giocata, con il risultato finale di tirare fuori una prova decisamente a metà per entrambe le formazioni, invasate dall’idea di lasciare spazio all’altra. Alla fine un punticino è quanto si meritano sia Juventus che Fiorentina, la prima per rimanere tale anche in classifica, l’altra per andare avanti nella sua crescita. Un punto, niente di più.

Stefano Mastini

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