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Una giornata nefasta quella vissuta dal Milan ieri. I rossoneri infatti, oltre a vedere allontanarsi di 5 punti la quota terzo posto, perdono nel pomeriggio del Ferraris anche l’imbattibilità esterna sotto la gestione Inzaghi. Il Diavolo era andato sempre a punti in tutti gli scontri stagionali lontani da San Siro, ma ieri è dovuto soccombere sotto i colpi di Antonelli e di un Grifone più intenso e voglioso di portare a casa un risultato che gli permette di stabilirsi saldamento all’ultimo posto utile per la Champions League. Un Milan apparso anche disattento nei momenti chiave del match, e che continua a subire terribilmente le palle inattive; quello realizzato ieri pomeriggio da Antonelli infatti è stato il sesto centro che gli avversari dei rossoneri hanno messo a segno su calcio da fermo, ossia il 30% dei gol subiti in totale dalla squadra di Inzaghi in questo campionato che, ad oggi, sono 18 in 14 partite. Decisamente troppi per una squadra che a inizio stagione sdoganava l’obiettivo di tornare in Champion League già dal prossimo anno.

Pippo Inzaghi comincia a pagare una rosa qualitativamente limitata, che se non gira a mille per tutti i novanta minuti i risultati sono quelli di ieri, come accaduto nella sconfitta col Palermo e i quattro pareggi prima della vittoria contro l’Udinese. A Marassi però anche la gestione degli uomini da parte dell’ex numero 9 rossonero non è apparsa ottimale; probabilmente gettare Montolivo nella mischia è stato un errore, così come l’immediata rinuncia a van Ginkel, giocatore che con l’Udinese è stato decisamente prezioso per gli equilibri e le manovre in mezzo al campo. Ieri nel dopogara Inzaghi ha provato a difendere i suoi, com’è giusto che sia, ma i cambi del secondo tempo hanno evidenziato un altro dei paradossi del Milan di questa stagione: la situazione di Fernando Torres. In una squadra che solitamente fatica a segnare, e ieri la difficoltà di andare a segno è parsa evidente, Inzaghi pur di non gettare nella mischia lo spagnolo ha fatto entrare prima Giampaolo Pazzini e poi addirittura M’Baye Niang. Torres quindi è passato dall’essere la prima punta titolare del Milan di questa stagione, all’essere la quinta o la sesta scelta di un tecnico che però ha l’obbligo di rigenerare un giocatore che è tra i più pagati della Serie A. 

Ovviamente perdere contro questo Genoa non è un dramma irrimediabile, dato che anche la Juve capolista è caduta al Ferraris, ma resta il fatto che il Milan ha fallito un’importante prova del nove contro ormai una rivale accreditata al terzo posto. E ora il calendario recita Napoli e Roma prima della sosta natalizia, due gare che rischiano di allontanare quasi definitivamente il Milan dai primi tre posti della classifica.

 

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