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serie a

Alle volte ci dimentichiamo che siamo nel campionato successivo al Mondiale, come se il passato non ci avesse insegnato nulla: nel 2010 il Milan interruppe il dominio dei cugini dell’Inter, salvo poi abdicare l’anno successivo al ritorno juventino; quattro anni prima ancora fu Calciopoli a distruggere la nostra Serie A per come la conoscevamo, e con essa il nostro raiting internazionale. Per non parlare dei “ruggenti” anni 90′, nei quali nel 98′ addirittura la Fiorentina, con un Batistuta d’annata, pronta all’impresa totale prima dell’infortunio dello stesso bomber argentino, prima di loro Juventus e Sampdoria misero fine all’egemonia quando di Milan che di Napoli. Adesso nessun dominio viene meno, o meglio ad ora non lo si può di certo dire, quello che balza agli occhi è che non può non esserci un certo sposalizio tra realtà e sorpresa, e quest’anno il presente, come è giusto definire di questo periodo ha i colori rossoblu del Genoa.

CADONO TUTTE Escluse Fiorentina e Juventus, avviluppate nel loro personale derby non derby, le altre perdono punti in maniera inaspettata, soprattutto a fronte della possibile, e golosa, occasione persa; Roma su tutte, la formazione di Garcia non doveva fallire questo appuntamento per mettere il “fiato sul collo” agli uomini di Allegri, fosse anche solo per indurgli una instabilità più emotiva che la consapevolezza di chi può vantare 3 punti di vantaggio in classifica, ovvero più di un match ad ora. Di seguito il Napoli, con un Benitez ormai più simile al “mastro di chiavi” del film “Acchiappafantasmi” che non a quello di “moduli”, prossimo alla rotazione perpetua di tutta la sua terna di centrocampisti, della serie “Alla fine uno di questi aprirà la porta”. Non si salvano nemmeno le milanesi, entrambe con l’aggravante del gioco/non gioco, muscolare e sottoposto ad alla fisicità e le difficoltà del campo di Marassi per i rossoneri, decisamente instabile e pieno di svarioni quello dell’Inter, per un risultato finale decisamente da “frittata”. 

GENOVA IN PRIMO PIANO Genoa “Sette bellezze”, con un Antonelli sopra le righe reso giocatore di livello da un Gasperini che ha nel Grifone il suo amante perfetto, forse unico. La formazione rossoblu è 3° dopo 14° giornate, questo non può più essere solo frutto del caso, “un rotolare di eventi casuali”, assolutamente no, bensì è la dimostrazione che la dedizione e l’abnegazione, unita anche ad una buona dose di fortuna, possono ripagare nel nostro calcio così avaro di talento (di spicco) per quanto riguarda almeno ben 3/4 delle squadre che militano nel nostro campionato. Sia Genoa che Sampdoria ci stanno stupendo ed entrambe partono da un assunto comune: l’agonismo e la tenacia, diktat che parte dall’estremo difensore e che si consuma solo un piede più in là del primo attaccante. Ecco questa è la novità del nostro calcio, quel qualcosa di diverso che bisogna saper apprezzare fino ad ora, per il resto ci sarà tempo.

 

Stefano Mastini

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