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Antonio Di Natale ha spiegato ai microfoni di Canal Plus il suo rapporto con la città di Napoli e fatto chiarezza sulle tante voci di mercato che nel passato lo volevano vicino alla maglia azzurra

“Io tifo Napoli ed è una squadra che apprezzo, ma ho sempre avuto paura di vestire quella maglia perché per un napoletano è difficile giocare la squadra della sua città. Quando le cose vanno male le cose diventano più difficili per te se sei napoletano». Quindi nessuna antipatia?«Non ho mai rifiutato Napoli perché non volevo andarci, ma perché già sapevo che avrei sofferto troppo: mi conosco ed ho preferito così”.

Di Natale non ha mai vestito la maglia della sua città. Cresciuto nel quartiere della 219 di Pomigliano d’Arco, sognava sin da bambino di imitare il suo idolo, Maradona. Viene notato dal talent-scout Lorenzo D’Amato, responsabile dell’area tecnica della Scuola calcio San Nicola di Castello di Cisterna, affiliata all’Empoli Football Club, ed è proprio con l’USD San Nicola che Totò muoverà i primi passi fino all’età di 13 anni, quando D’Amato (scopritore, tra gli altri, di Montella,Caccia e Lodi) propone Totò al club toscano.

L’Empoli in quel periodo provinava gli allievi classe 1980-81, Di Natale del ’77 aveva quindi tre anni in più, ma in compenso anche un talento superiore alla media: Maurizio Niccolini, responsabile del settore giovanile dell’Empoli, decise di prenderlo subito a zero lire.

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