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Dall’imitazione di Crozza alla partita di ieri sera al Bentegodi: è Ferrero show. Con tutto il riguardo possibile per i tifosi doriani e la formazione allenata da Sinisa Mihajlovic, il vero spettacolo è, nemmeno a dirlo, il presidente “icona” di questo momento della Serie A. Sicuramente il massimo dirigente più istrionico del nostro calcio, più di Lotito, soprattutto alle telecamere, dove al “Latinorum” preferisce la parlata romana pura e genuina, senza troppi preziosismi sebbene abbia sentenziato come di voler unire il calcio al cinema “Cinema, Cultura, Calcio”. Più cinematografico di De Laurentiis stesso, a dispetto del quale può vantare nel proprio curriculum vere e proprie parti in film oltre al successivo passaggio come “produttore” vere e proprio. Da ieri sera persino più natalizio di Campedelli, che tra un panettone e un pandoro di feste se ne intende, Ferrero riesce a “gabbare” i cugini degli scaligeri con triplo carpiato firmato Eder, Okaka e Gabbiadini, sebbene in tribuna assomigli molto di più a chi le feste è solito portarle via.

SAMP E FERRERO CONNUBIO VIRALE Tra un Mihajlovic scatenato in panchina, intento a monitorare tutto e tutti, far “saltare” muri nell’intervallo e stappare bottigliette con insistenza, la corsa “senza sosta” di Eder, la fisicità di Okaka e il presidente blucerchiato esiste un filo invisibile che sembra unire tutti questi personaggi per un capitolo della storia doriana degno dei migliori fenomeni virali che sembrano infestare la rete. Ed è proprio in rete che l’eco sembra espandersi, se da un lato infatti Ferrero è già un personaggio noto, dall’altra ci sono già schiamazzi di tifosi sia su Okaka al Milan e Sinisa all’Inter, come se il mercato e le chiacchiere da bar non finiscano mai, nemmeno a notte fonda, quando la sala è vuota e non rimane neanche l’ombra degli interlocutori. Lo show di ieri sera è un “valzer” a due, da un lato l’incontenibile massimo dirigente, un “re magio” intento a seguire la propria stella, dall’altra la Sampdoria nella sua totalità, capace di giocare bene e strappare un risultato su di un campo difficile, contro un Hellas Verona, falcidiato dagli infortuni a metà campo, che non ha mollato mai, sebbene in inferiorità numerica da subito a causa di uno sciagurato intervento di Rafa Marquez, uno che, solo d’esperienza, non dovrebbe nemmeno pensarli determinati movimenti. Ecco adesso che il periodo natalizio è sdoganato aspettiamo e vediamo la vera faccia della truppa blucerchiata, per la prossima gara al Marassi ci sarà la Juventus, chissà allora cosa si inventerà il “presidente/produttore” Ferrero. Si accettano scommesse.

 

Stefano Mastini

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