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Alessandro Nesta parla all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” di Milan, di Inzaghi nel ruolo di allenatore e di Pallone d’Oro. L’ex difensore rossonero, da qualche settimana nuovo giocatore del Chennaiyin FC, squadra della Indian Super League, ha parlato apertamente della sua ex squadra analizzandone in particolare pregi e difetti.

ROSSONERI SIAMO NOI – Nesta comincia mettendo in risalto il nome del Milan: “Ho girato il mondo e dovunque io sia stato il nome del club rossonero è conosciutissimo in ogni dove, anche per questo motivo non è possibile arrivare ottavi a fine stagione. Bisogna puntare alla Champions League anche se non sono più i bei tempi di una volta quando si scendeva sui campi europei per vincere la coppa. Il Milan ha giocatori con un rendimento troppo altalenante, ma complessivamente in Italia anche Napoli, Inter e le altre concorrenti per il terzo posto stentano, sembra una gara a chi riesce a fare meno peggio”.

COSA FARE PER MIGLIORARE – Per Nesta “…al Milan servirebbero 2-3 innesti di qualità, ma si torna sempre al solito discorso: servono soldi per portare giocatori di livello. Al momento in ambito internazionale la squadra non potrebbe fare molto, l’unica cosa da fare nell’immediato è cambiare mentalità per poter ottenere risultati poi nel medio-lungo periodo, magari investendo su una rete di osservatori ed in questo ci sarebbero più possibilità rispetto ad una Udinese, tanto per fare un paragone, di scovare il nuovo Kakà. La difesa è buona con i vari Rami, Mexes, Alex, anche se non sono elementi giovani. Il centrocampo ha il grosso limite del poco ricambio, in avanti El Shaarawy è un talento puro così come Menez, mentre Torres è arrugginito ma può ancora tornare quello di un tempo”.

RISPETTO PER SEEDORF – Nesta difende il suo ex compagno Clarence Seedorf: “Alla fine ha fatto il suo ed anche di più, spero che non venga riservato lo stesso trattamento anche ad Inzaghi. Pippo va aspettato, il suo Milan poche volte ha giocato male e sempre per errori individuali, ma l’entusiasmo e le idee che ha portato saranno importanti per l’eventuale rilancio. Il problema è che c’è poca qualità a dispetto di una asticella degli obiettivi che resta invece sempre alta, ma bisogna capire che questa non è più la squadra di un tempo. Differenze tra questo Milan ed il mio? Non posso rispondere, sarebbe offensivo, prima però si faceva mercato con 100 mln di euro mentre oggi forse ce ne sono 5 a disposizione”.

PALLONE D’ORO – Per finire Nesta dice la sua sul più importante riconoscimento individuale nel mondo del calcio: “Il Pallone d’Oro andrebbe assegnato a chi fa qualcosa di speciale, per questo dico assolutamente no a Neuer. Io lo darei a Cristiano Ronaldo“.

 

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