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perotti

Il suo allenatore, Gian Piero Gasperini, non usa mezzi termini: “È il migliore nel suo ruolo, in Italia e forse anche in Europa. Attacca, difende, salta l’uomo in continuazione: è un calciatore da grande squadra“. Parole al miele che Diego Perotti, uomo del momento in casa Genoa, avrà certamente accolto con un sorriso, ripensando a chi gli aveva già affibbiato l’etichetta del “finito” a nemmeno 26 anni. Destro, sinistro, interno, esterno, dribbling e assist: Perotti incanta domenica dopo domenica, diventando sempre più decisivo e attirando su di sé le attenzioni dei migliori club europei. Ancora una volta.

DALLE STELLE ALLE STALLE… – Sì perché il talento de El Monito (la scimmietta, ma guai a chiamarlo così) è evidente sin dai tempi del Deportivo Moròn, club sudamericano col quale fa il suo esordio tra i professionisti nel 2006. Grazie alla sua velocità palla al piede sfugge agli avversari ma non ai talent scout andalusi, che nel 2007 lo portano in Europa al Siviglia descrivendolo come un predestinato. Dopo aver confermato per un paio d’anni le dicerie sul suo conto nel Siviglia B, Perotti arriva in prima squadra e in un attimo è già titolare. Salta l’uomo con naturalezza, ha personalità da vendere, realizza gol pesanti e sforna assist come babà (ben 9 nella stagione 2010/11). Il club non ci pensa troppo e lo blinda con un super contratto fino al 2015, la cui clausola rescissoria viene fissata a ben 48 milioni di euro. Da quel momento in poi l’incantesimo si rompe, alla stregua dei muscoli dell’argentino, tormentati da guai di ogni tipo. Prima la coscia, poi il ginocchio, persino un ernia al disco: Perotti perde il posto in squadra e finisce nel dimenticatoio. Nel gennaio di quest’anno decide così di tornare in patria per rilanciarsi, ma al Boca gioca appena due partite prima di infortunarsi nuovamente. La sua storia sembra ricalcare quella di tanti suoi connazionali dai piedi fatati ma dal fisico fragile, costretti ad abbandonare il calcio che conta dopo aver assaggiato un briciolo di gloria.

…E RITORNO – Fortunatamente per l’argentino, però, c’è qualcuno in giro per il mondo che vuole dargli un’ultima chance: è il Genoa di Preziosi che lo acquista dal Siviglia per soli 350.000 euro. Il tempo c’è, la classe abbonda, va solo testata la condizione fisica. Il giorno clou è il 30 giugno, quando Perotti supera le visite mediche con i rossoblù e si lega ai grifoni per ben 4 anni. Il resto è storia recente: 13 partite in campionato più una di Coppa Italia, un gol, due assist e tante giocate. Il modo migliore per tornare nell’élite del calcio, zittire le malelingue e stregare “Marassi” che ora sogna, per la prima volta, una certa musichetta…

Lorenzo Palmieri

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