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totti

Il crollo della Roma contro il City ha dato subito il via ad una rapida caccia al colpevole e alla fine tra i maggiori indiziati per la palma del peggiore è risultato il capitano, Francesco Totti. Gara impalpabile la sua, pochi palloni giocati e pochi spazi per svariare, circondato e sovrastato dalla fisicità degli avversari. Tutto sommato alla fine può capitare la partita no, specialmente contro una squadra esperta e forte come il City. Giusto? In realtà non è la prima volta in cui il capitano fa completamente mancare il suo apporto alla squadra e, guarda caso, quasi sempre in partite decisive o contro avversarie particolarmente difficili da affrontare. Sono anni ormai che si parla di “problema Totti” per la Roma ed il capitano ha sempre risposto a suon di gol e ottime prestazioni. Ora che però i giallorossi sono sul punto di fare il decisivo salto di qualità per poter primeggiare in Italia e competere in Europa, il “problema Totti” ritorna più pesante che mai.

In realtà il problema più che essere Totti in sé, è il bisogno di un centravanti in grado di sbloccare partite complicate o comunque capace di concretizzare il gioco creato dagli esterni d’attacco. Il ruolo che il capitano ricopre con grande maestria sulla trequarti fa la differenza contro squadre chiuse o comunque non in grado di arginarne i movimenti, ma contro squadre superiori tecnicamente e fisicamente il “falso-falso nueve” diventa praticamente un uomo in meno, con Totti inefficace in attacco e poco utile in fase difensiva. Il secondo punto riguarda proprio il possibile salto di qualità che la rosa può fare: con una difesa solida (anche se da migliorare nei terzini), un centrocampo di primissimo livello ed esterni d’attacco sempre pericolosi, rimane da acquistare soltanto un giocatore da area di rigore. E Destro? La presenza ingombrante di Totti si sta facendo sentire anche sull’attaccante marchigiano, che segna a raffica quando impiegato con le piccole ma che stecca completamente alcuni match principalmente perchè paga l’incostanza sul terreno di gioco. Destro al momento non può essere definito un top player, ma il suo impiego a singhiozzo non può che usurarne il morale e portarlo, inevitabilmente, al desiderio di cambiare aria. La colpa non è di nessuno: al momento Totti  è intoccabile e Garcia deve essere libero di scegliere per il meglio della squadra, ma un giovane in rampa di lancio come lui non può accontentarsi di una partita ogni tre ed è comprensibile una decisione comune anche nel prossimo futuro che accontenti sia il giocatore che le richieste economiche della società.

E poi? Bisogna comprare un attaccante…bel problema. Se si compra un giovane da far crescere alle spalle di Totti si rischia di ritrovarsi un nuovo caso Destro e per di più di avere un giocatore non pronto per il ruolo di titolare in caso di forfait del capitano. Al contrario l’acquisto di un giocatore di livello manderebbe automaticamente in panchina Totti, rischiando problemi di spogliatoio e possibili decisioni sofferte che potrebbero dar vita ad un nuovo “caso Del Piero”. Cosa deciderà la società di Pallotta? Al momento le certezze sono due: la Roma per fare il salto di qualità ha assolutamente bisogno di un nove che faccia la differenza, ma è anche vero che al momento non può fare a meno, sia tecnicamente che moralmente, di un giocatore come Totti. Quale sarà il prossimo passo? La linea passa al duo Garcia/Pallotta.

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