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Sedicesimi di finale di Europa League: una delusione per la Roma, una conquista per il Torino, un’opportunità per la Fiorentina, un dovere per Inter e Napoli. In un modo o nell’altro ben cinque squadre italiane si ritrovano ad avere la possibilità di giocarsi il secondo trofeo più importante d’Europa e la speranza che qualcuna di esse possa arrivare in fondo cresce con l’aumentare del loro numero. La domanda è: le nostre squadre sono in grado di competere per il titolo? E soprattutto, ne hanno la volontà?

I risultati finora ottenuti dalle quattro squadre impegnate nei gironi sembrano dare segnali positivi per entrambe le questioni. Nonostante i gironi non certo irresistibili, Napoli, Inter e Fiorentina sono sempre scese in campo per vincere ed, escluse alcune parentesi di indecisione, gli obiettivi sono stati raggiunti con un margine abbastanza ampio. Il Torino, ovviamente, partiva svantaggiato, ma ha mostrato una grinta ed un carattere che gli hanno permesso di conquistare i sedicesimi pur con qualche patema di troppo. Possiamo competere? Certo che si! La Roma è una squadra che è uscita dalla Champions per il semplice fatto di aver avuto nel girone le squadre campioni in carica di Germania ed Inghilterra; il Napoli è una compagine costruita, seppur male, per vincere lo scudetto ed è capace di imporre il proprio gioco contro chiunque; l’Inter ha un organico migliorabile ma nel complesso, con doverosi acquisti a gennaio, non ha niente da invidiare alle altre avversarie; la Fiorentina ha sfiorato la semifinale lo scorso anno ed ha dimostrato di avere lo “stile” adatto ad affrontare questa competizione; il Toro è la mina vagante del gruppo è può sfoderare da un momento all’altro prestazioni di carattere che possono regalare risultati a sorpresa. Sulla carta le potenzialità ci sono, ma la voglia?

Questa competizione viene spesso bistrattata per il basso appeal internazionale e per gli introiti relativamente esigui rispetto all’Europa che conta, ma in proporzione i punti assegnati per il coefficiente UEFA valgono quanto se non di più rispetto alla Champions. La vittoria dell’Europa League, oltre a regalare un titolo e l’automatica qualificazione alla Champions, potrebbe far risalire in maniera rilevante la condizione del campionato italiano, la cui terza deve giocare gli spareggi per la Champions, rischiando per di più di perdere anche quello. Con cinque squadre in batteria la speranza è quella di portare avanti quante più “truppe” è possibile, per recuperare il terreno perso negli scorsi anni. Un’occasione da non perdere, ma le partecipanti saranno all’altezza? Il Napoli lo scorso anno si è praticamente suicidato con il Porto, dimostrando una debolezza mentale che ormai è praticamente cronica; l’Inter è in crisi totale e l’effetto Mancini stenta a far decollare una rosa con problemi caratteriali prima ancora che tecnici; Torino e Fiorentina sono capaci di partite fenomenali ed incredibili capitomboli, seppur i viola abbiano maturato già esperienza nella competizione. Come se non bastasse, la situazione perennemente in bilico di tutte le squadre nel campionato italiano spinge verso il turnover in Europa, con Napoli, Inter e Fiorentina in lotta per il terzo posto, la Roma impegnata nella lotta scudetto ed il Torino a metà tra la salvezza ed un difficilissimo bis in Europa. E’ vero che il campionato deve avere la priorità, ma dare importanza all’Europa vuol dire acquistare punti oltre che prestigio, guadagnare nuovi slot per le competizioni continentali e magari ridurre nel futuro prossimo gli affanni per una posizione più elevata che garantisca soldi e gloria.

Il punto è in sintesi soltanto uno: il potenziale c’è, ma è soltanto  la volontà  il carburante per spingere le italiane a vincere questa competizione. Superato questo ostacolo starà poi al campo parlare, come sempre accade e come sempre accadrà in questo bellissimo sport, ma con la consapevolezza che le nostre squadre non partiranno sconfitte già in partenza

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