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Vidic

La sua ultima apparizione è coincisa con l’ultima gara di Mazzarri sulla panchina dell’Inter, da quel momento in poi di Nemanja Vidic si sono come perse le tracce; letteralmente sparito dai radar, ignorato da Mancini che gli ha sempre preferito la coppia (tutt’altro che affidabile) composta da Ranocchia e Juan Jesus. I motivi che hanno portato all’accantonamento del fiore all’occhiello della campagna di rinforzi estiva della società nerazzurra sono sconosciuti, anche se le ipotesi sono tante. I maggiori dubbi riguardano la tenuta fisica del giocatore serbo, al di là del piccolo problema superato, giudicato comunque non al meglio della condizione fisica; Mazzarri però non aveva quasi mai rinunciato al suo carisma, nonostante le critiche piovutegli da tutte le parti, perchè colpevole di utilizzare Vidic in un sistema di gioco (il 3-5-2) non “suo“. In carriera, si sapeva, l’ex capitano dello United, aveva sempre giocato in una difesa a 4, mai si era ritrovato ad essere il centrale di uno schieramento difensivo a 3; lui che è un marcatore puro, costretto a riciclarsi come una sorta di regista arretrato da cui l’azione doveva prendere avvio.

Posto che l’obiezione mossa a Mazzarri da parte di molti sotto questo aspetto, poteva avere una ragione di esistere, non ci si spiega perchè con l’avvento di un tecnico come Mancini (da sempre legatissimo alla difesa a 4), Vidic sia invece uscito dall’undici titolare senza mai vedere più il campo. Eppure, per una squadra che come l’Inter schiera tanti giovani, una guida, un leader riconosciuto come lui, sarebbe servito come il pane; ecco perchè oggi Vidic rappresenta un vero e proprio “caso“, tanto che qualcuno inizia a ipotizzare una sua partenza già nel mercato invernale. Dall’Inghilterra rimbalzano insistentemente voci di un suo clamoroso ritorno al Manchester United, ma il suo agente Silvano Martina ha voluto ribadire che “Vidic ha un triennale con l’Inter e non si muove da Milano. E’ quasi inutile commentare certe sciocchezze che vengono diffuse e non vedo nemmeno perché ci sia il motivo di accostare il ragazzo ad altre squadre”.

Un messaggio chiaro: Vidic non intende mollare e cercherà in tutti i modi, con la grande professionalità che lo contraddistingue di giocarsi fino in fondo le sue carte e conquistare la fiducia di Mancini. Il giocatore infatti, nonostante il periodo particolare, non ha mai fatto polemica e alla Pinetina è sempre tra i primi a trascinare il gruppo; sarebbe dovuto rientrare nella trasferta azera di Europa League, ma un’influenza (non si sa quanto diplomatica) lo ha costretto all’ennesimo forfait. Fin dalle sue prime presenze in nerazzurro, a parte la tournèe americana dove era stato tra i migliori, Vidic ha incontrato giudizi molto severi da parte della stampa non gli ha perdonato quasi nulla; ogni suo errore, seppur minimo, è stato sottolineato in modo esasperato e forse, chissà, anche questo ha influito sulle prestazioni non brillanti. Questo aspetto è stato sottolineato anche dallo stesso Martina che ha lamentato “poco rispetto verso il mio assistito, da parte della stampa, non dell’Inter. Appena i nerazzurri hanno sbagliato qualche gara, la stampa non ci ha pensato due volte ad attaccare Vidic, additando il ragazzo come unico colpevole”.

Detto ciò, appare difficile pensare a un Vidic condizionato dall’ambiente avverso che ha conosciuto qui in Italia; dopo una carriera come la sua, piena di trionfi e successi, a proteggerlo ci sono spalle larghissime. Le stesse di cui avrà bisogno per ritrovare il campo e tornare ad essere il baluardo che, in nerazzurro, non si è ancora visto.

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