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hamsik

Il Napoli centra l’obiettivo primo posto nel girone di Europa League dopo aver già raggiunto la qualificazione matematica ai sedicesimi di finale due settimane fa. Nel facile 3-0 inflitto ai malcapitati slovacchi dello Slovan Bratislava è tornato a brillare il capitano Marek Hamsik con un gol ed un assist. Per gli azzurri non era certo un match impegnativo ma è stata una buona occasione colta da Rafa Benitez per provare assieme i titolari con alcune seconde linee, e la risposta da parte del collettivo è stata ottima: basti pensare al ritorno al gol di Mertens ed al terzo sigillo di fila di un Duvan Zapata ormai maturo e sempre efficace anche nel partecipare al gioco.

HAMSIK, E’ RECORD – Proprio Hamsik poi ha rappresentato l’argomento di discussione principale a causa di un rendimento in forte calo da più di un anno ormai e che ha visto il numero 17 azzurro esprimersi come meglio sa soltanto in pochissime occasioni. Il gol di ieri è stato senz’altro liberatorio ed è arrivato nella partita numero 322 con la maglia del Napoli, cosa che fa di Hamsik il quarto giocatore più presente di sempre nella storia partenopea accanto a Ciro Ferrara.

BASTA DISTRAZIONI – Statistiche a parte è importante esaminare come la prova del Napoli sia stata di personalità e carattere, seppur contro un avversario di parecchie spanne inferiore e che ha chiuso il proprio score europeo con zero punti. La vittoria agli uomini di Benitez in partite ufficiali mancava da un mese, quando la zampata di Higuain decise la sfida in casa della Fiorentina, poi sono arrivati mezzi passi falsi in serie soprattutto al San Paolo che hanno rallentato di molto la marcia del Napoli in campionato, con conseguente spreco di punti: conti alla mano con maggiore attenzione si può tranquillamente dire che ce ne sarebbero almeno 10 in più, e lo stesso è avvenuto per certi versi anche in Europa League, ricordando ad esempio la brutta sconfitta contro lo Young Boys di fine ottobre alla terza giornata, uno stop traumatico che rischiava di fare precipitare la situazione. Il successo di ieri serve insomma per ripartire per l’ennesima volta, senza la possibilità di concedersi altre pause, poi tra dieci giorni c’è la Supercoppa Italiana in palio.

EUROPA LEAGUE PIU’ BELLA – Nei momenti difficili questa squadra sa venire però fuori alla grande, con la stessa semplicità di quando va in palla quando tutto dovrebbe filare liscio: questione di equilibrio, dice Benitez, questione anche di mentalità e di cattiveria che già sono costate la qualificazione Champions a fine agosto contro un avversario mediocre come l’Athletic Bilbao, che adesso tutti vorrebbero incontrare più avanti in coppa per prendersi una sana vittoria sportiva, senza dimenticare che la competizione assume adesso quasi i crismi della stessa Coppa Campioni perché cominciano a restare solo le compagini più forti e l’eventuale successo finale di Varsavia a maggio potrà regalare oltre ad un importante trofeo internazionale anche la qualificazione diretta alla prossima edizione della Champions League. Vendetta sportiva dicevamo: ai sedicesimi però non sarà possibile perché i baschi, al pari degli azzurri, saranno testa di serie nel sorteggio di lunedì prossimo a Nyon. La ripartizione delle urne di Europa League è la seguente e non sarà possibile incontrare squadre dello stesso paese di appartenenza o che già si sono affrontate nella fase a gironi, se non a partire dagli ottavi:

TESTE DI SERIE
Borussia Moenchengladbach, Brugge, Besiktas, Salisburgo, Dinamo Mosca, Inter, Feyenoord, Everton, Napoli, Dinamo Kiev, Fiorentina,  Legia Varsavia, Olympiacos, Sporting Lisbona, Zenit e Athletic Bilbao.

NON TESTE DI SERIE
Villarreal, Torino, Tottenham, Celtic Glasgow, PSV Eindhoven, Dnipro, Siviglia,  Wolfsburg, Young Boys, Aalborg, Guingamp, Trabzonspor, Roma, Liverpool, Ajax e Anderlecht.

RAFA, HAI RAGIONE – Intanto Benitez può dirsi contento, la frase esclamata in conferenza alla vigilia di Napoli-Slovan (“Giocano Hamsik ed altri dieci”) suona come una profezia avveratasi (ma che ora deve avere seguito), e addirittura lo spagnolo nel post-gara è sembrato anche un pò dispiaciuto per non aver visto i suoi segnare più gol. Tornando a Hamsik, Rafa ha parlato di un aspetto in particolare: “Prima del mio arrivo Marek aveva più campo perché si giocava bassi e con maggiori ripartenze, adesso invece lo stile di gioco è cambiato, l’atteggiamento del Napoli è più offensivo e con maggiore possesso quindi anche gli spazi cambiano, ma la libertà assoluta di cui Hamsik gode è la stessa. Deve solo lavorare continuando così”. Sintesi perfetta.

 

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