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La Guardia di Finanza ha effettuato nella serata di giovedì una perquisizione nella sede dell’Udinese e nell’abitazione di Gianpaolo Pozzo, da decenni proprietario del sodalizio friulano. Il motivo sarebbe ricercare in indagini su sospette dichiarazioni fiscali fraudolente relative a compravendite inesistenti di giocatori, ma la stessa Udinese minimizza il tutto attraverso un comunicato apparso sul proprio sito web ufficiale:

“Non è la prima volta che si verificano queste attività di controllo e verifica fiscale. Certamente non è piacevole, ma come abbiamo sempre fatto collaboreremo con le autorità e gli organismi competenti per dimostrare la correttezza del nostro operato e chiarire eventuali addebiti che dovessero esserci mossi”.

Già in passato l’Udinese aveva dovuto versare al fisco una cifra di circa 10 milioni di euro in conseguenza di un’altra verifica, in seguito alla quale però i bianconeri hanno poi avviato una procedura di rimborso dal momento che non era stato provato alcun reato commesso in tale circostanza. Lo stesso Pozzo si è detto “tranquillo e fiducioso sul fatto che anche stavolta riusciremo a dimostrare di lavorare nel pieno rispetto delle leggi”.

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