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De Laurentiis dimaro 2015

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato interessanti dichiarazioni in conferenza stampa ai giornalisti presenti a Doha:

“Se Benitez non avrà pazienza ce ne faremo una ragione, anche il Chelsea è andato avanti dopo il suo addio. Se a lui questo progetto non convince per motivi che non mi riguardano può andare. Gli sceicchi? Il club lo venderanno i miei figli quando sarò morto, se non saranno capaci di guidarlo e se lo riterranno opportuno. Contro la Juve è sempre stata una sfida che alberga al di fuori del campionato, sin dai tempi del trofeo birra Moretti quando eravamo in C, un segno del destino il fatto che ci si debba incontrare. Agnelli? Siamo stati insieme al pranzo con l’ambasciatore italiano qui in Qatar, con lui rapporti molto cordiali. Loro i più forti? Io me la gioco, guardo il cammino molto lungo, il passato non mi interessa e non lo guardo. Mi prendevamo come visionario quando entrai nel calcio, ora ci dobbiamo riappropriare dei nostri campionati, c’erano cose che non mi piacevano già all’epoca. Il ministro dell’epoca non capiva nulla di calcio, dovremmo avre la capacità di essere noi stessi in autonomia, si deve dare al calcio italiano la capacità di decidere. Questo purtroppo è il paese dei brogli, il broglio vive sovrano. Non voglio mandare in tilt l’equilibrio economico del mio club, dovrò trovare il modo di trovare altri 150 milioni all’anno e aumentare il fatturato per essere competitivo a tutti i livelli. Giocatori da 8 o 10 milioni all’anno di ingaggio sono fuori dai nostri parametri, purtroppo la gente ha totale ignoranza della gestione finanziaria. Devo capire come far funzionare lo stadio, magari anche sganciandomi dal comune, e come coinvolgere milioni di tifosi. Sto studiando una forma di azionariato popolare. Vorrei 150 mila persone disposte a mettere fondi, da qui a cinque anni cosa vogliamo fare per giocarcela alla pari con tutti? Sto verificando con i miei uomini questa cosa innovativa.

 

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