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athirson juventus

Si diceva di lui che avesse tolto il posto da titolare a Roberto Carlos nella Nazionale brasiliana, ed anche per questo motivo la Juventus lo acquistò nel lontano 2001. Il giocatore in questione è Athirson Mazoli de Oliveira, terzino sinistro verdeoro nato a Rio de Janeiro il 16 gennaio 1977.

ATHIRSON CHI? –  Per il suo ingaggio il club bianconero compromise i rapporti con il Flamengo nel 2000 e l’approdo al vecchio stadio Delle Alpi avvenne con un anno di ritardo in seguito ad una disputa legale che vide la FIFA dare ragione alla Juve. Ma ne valse davvero la pena? Ve lo diciamo subito: no! Basti pensare che il buon Michele Paramatti, onesto mestierante del pallone allora in forza ai bianconeri, non fu minimamente infastidito dall’arrivo in squadra del mancino carioca, tanto da dichiarare ciò anche in una intervista, e lo stesso fece pure il titolare Pessotto. Per farla breve la parentesi italiana di Athirson durò lo spazio di soli 5 scampoli di partite, con la sua carriera poi terminata senza particolari acuti qua e là in giro per il mondo.

IN CAMPO CON RONALDO E ROBERTO CARLOS – Athirson iniziò a coltivare il proprio sogno di diventare un giocatore di calcio nel Flamengo, la squadra più amata del Brasile, dal quale fu notato dopo la segnalazione di un osservatore che era solito scovare giovanissimi prospetti per le strade di Rio e dintorni. Athirson però non condivideva l’infanzia difficile che in molti casi invece è stata propria di tanti campioni nei loro primi anni di vita; lui era figlio di un ufficiale in pensione e quindi godeva di una certa agiatezza economica. Di questo ragazzo educato e gentile però colpivano molto l’umiltà e la voglia di migliorarsi sempre, anche per questo Athirson è riuscito a vestire più volte le maglie delle diverse rappresentative giovanili del Brasile, dall’under 17 all’under 20, fino ad indossare addirittura in 19 occasioni la maglia della Seleçao a fianco di campionissimi come Ronaldo, Rivaldo e Roberto Carlos, al quale verrà accostato tante volte. Del resto è capitato anche a Roque Junior di essere convocato nel Brasile…

QUANDO LA JUVE LITIGO’ PER LUI – Dopo un fruttuoso prestito dal Flamengo al Santos nel 1998, Athirson torna alla casa madre e, forte della nomea di difensore goleador che si era costruito nella compagine rublonegra fino al 2000, riesce a suscitare l’interessamento della Juventus. Qualche buona stagione nel Brasileirao e nei campionati statali dovettero sembrargli sufficienti per tentare la grande avventura in Europa, addirittura con la divisa di una big come il club bianconero, e questo anche a costo di rompere col Flamengo. Successe che, con il contratto in scadenza, Athirson e la Juve si fossero incontrati, conosciuti e piaciuti, ma la cosa non piacque naturalmente alla squadra brasiliana che fece resistenza da aprile 2000 fino a febbraio 2001, quando la controversia venutasi a creare venne risolta dalla FIFA, la quale concesse ai bianconeri il transfert internazionale per godere delle prestazioni sportive di Athirson, nel frattempo svincolatosi il 31 dicembre 2000. Arrivò lui perché Roberto Carlos costava troppo, come dichiarò candidamente la dirigenza bianconera.

CHE SQUADRA – Quella del 2000/2001 era una Juventus che non vinse nulla e che terminò il campionato alle spalle della Roma, anche a causa del 2-2 nello scontro diretto di Torino con le reti incassate da Marcos Assunçao e Nakata, messi in campo contemporaneamente dopo che un paio di giorni prima venne introdotta la norma per la quale le società di Serie A potevano schierare in campo più di un solo calciatore extracomunitario, come era sempre stato prima di allora. In rosa c’erano come portieri il leggermente miope van der Sar, l’eterno secondo Rampulla, saponetta Carini ed inizialmente anche lo svedese Isaksson; in difesa i vari Ferrara, Montero, Iuliano, Pessotto, Tudor, Paramatti e Birindelli; a centrocampo il genio Zidane, il mastino Davids, lo stoccatore Tacchinardi, quel torello di Maresca, il lottatore Conte ed un giovane Zambrotta che di lì a poco sarebbe diventato un terzino coi fiocchi. In avanti che nomi! Del Piero, Inzaghi, Trezeguet e, perché no, anche Darko Kovacevic…non mancavano però le pecore nere: Esnaider, Bachini, Fonseca ed O’Neill, assieme ad alcuni carneadi come Frara (oggi idolo a Frosinone), Pericard, Maietta, Scardina, Gasbarroni e Salvatore Papa.

INIZIO E RAPIDA FINE – L’esordio in A ci fu il 1° aprile al Delle Alpi col Brescia: finì 1-1 con il bellissimo pareggio delle Rondinelle firmato Roberto Baggio (ricordate il suo stop da applausi?), Athirson diede il cambio a Zidane e poco dopo arrivò il gol del pari. Poi ci furono Lecce, Fiorentina, Perugia ed Atalanta, ed è tutta qui la storia nel calcio italiano del sopravvalutato brasiliano, preso molto poco in considerazione da Carlo Ancelotti e poi per nulla da Marcello Lippi l’anno dopo, quando il tecnico viareggino ritornò sulla panchina bianconera e non lo degnava di uno squardo nemmeno negli allenamenti. Athirson allora venne usato per fare pace col Flamengo, venendo spedito in prestito al suo vecchio club, ma da lì in avanti non metterà più piede in Italia. Il poco competitivo laterale si barcamenò tra CSKA Mosca dopo la rescissione nel 2003 con la Juve, Flamengo per la terza volta, poi Cruzeiro, Bayer Leverkusen dal 2005 al 2007, Botafogo, Brasiliense, Portuguesa, Cruzeiro, ancora Portuguesa ed infine Duque de Caxias, piccola squadra con la quale Athirson nel 2011 pose fine al calcio giocato senza mai scendere in campo. Restano le 19 convocazioni ottenute tra 1999 e 2003 nel Brasile con anche 2 gol messi a segno, per lui che diceva di non somigliare a Roberto Carlos quanto piuttosto al milanista Serginho. In ogni caso Athirson passerà alla storia come l’emulo meno riuscito della storia.

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