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2014 agli sgoccioli, c’è chi si guarda indietro con tristezza, a fronte magari di ottimi risultati sportivi, e non, raggiunti negli ultimi dodici mesi, altri invece sorridono pensando al nuovo che avanza, quest’ultimo è il caso di Mario Gomez, attaccante viola che ha affrontato un 2014 decisamente rocambolesco con ben due infortuni e che sta stentando non poco a dare una svolta alla sua esperienza in viola. Oggi la punta tedesca si racconta al Corriere della Sera in un’intervista a firma di Alessandro Bocci.

INTERVISTA GOMEZ Ecco le parole di Mario Gomez per il quotidiano nazionale “Spero sia l’anno della resurrezione. Non è facile ripartire dopo due infortuni gravi come i miei, ma ce la farò. Se sto bene, i gol li faccio. Dopo la rete di Cagliari tutti pensavano che non mi sarei più fermato. Non funziona così. Gli incidenti lasciano il segno. La condizione fisica sta tornando, ma devo ritrovare sicurezza. Serve tempo, pazienza e fiducia. Io ci credo” Ha continuato il tedesco “Sono felice di aver scelto Firenze e ringrazio i tifosi che mi sono vicini. Nel calcio periodi neri possono capitare. Ma ho le qualità per riemergere. Non mi piace stare qui a fare promesse a vanvera. Non è nel mio stile. E poi qualcosa ho già fatto. Un piccolo passo, ma è servito molto…”

Con me in campo le cose sono migliorate e mi fa piacere pensare di aver dato il mio piccolo contributo. Io sono un giocatore di squadra: gli interessi del gruppo vengono prima di quelli personali. Quando vince la Fiorentina, sono contento. E se Gomez non ha segnato pazienza” Sugli obbiettivi della Fiorentina “All’inizio tutti dicevano che eravamo tra le favorite e invece siamo partiti male. Quando i pronostici ci seppellivano, ci siamo ripresi. La verità è che conta il giudizio del campo. Se continuiamo a giocare come nell’ultimo periodo sarà difficile metterci sotto” Sul sorteggio non semplice di Europa League contro il Tottenham  “Non sono pessimista. Partiamo alla pari. Sono bravi, ma hanno qualche punto debole”.

Sulla scelta che lo ha portato a Firenze “Quello che mi è capitato a Firenze poteva succedermi anche in Germania. Nel 2014 non ci sono state solo cose brutte perché la vita non è solo calcio. Ho imparato a conoscere una città unica al mondo e ho vissuto momenti belli e intensi con i miei compagni e i miei amici. Al nuovo anno chiedo solo la salute. I gol verranno di conseguenza” Sul compagno che crede più forte “Scelgo Rossi e non solo perché è un attaccante formidabile e un bravo ragazzo. Ma anche perché spero che il 2015 sia il suo anno. Anzi il nostro. Dovevamo essere la coppia perfetta e non abbiamo quasi mai giocato insieme…” Infine battuta finale sulle due migliori della classe, Roma e Juventus “A me piace il gioco dei giallorossi. Ma la Juve è la Juve: una macchina da guerra”.

 

Stefano Mastini

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