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Pea

In Lega Pro c’è una squadra che, a livello societario, vive un momento assolutamente drammatico: è il Monza, squadra lombarda con un discreto passato in Serie B che però oggi è sull’orlo del fallimento. Da settimane i vertici della squadra non riescono a contattare quello che dovrebbe essere l’attuale Patron del Monza, l’inglese Dennis Bigham, che proprio recentemente ha prelevato il club da Antony Emery Amstrong. Bigham, infatti, è ormai sparito da una decina di giorni senza lasciare alcuna traccia della sua persona. Nell’ambiente interno si vocifera che il britannico stia facendo di tutto per azzerare la squadra per poi vendere il club a prezzo stracciato, dopo essersi fatto carico di debiti per quasi due milioni di euro.

A pagarne le conseguenze, ovviamente, è la squadra. Prima della partita contro la Pro Patria (terminata, per la cronaca, 2-2), i calciatori del Monza hanno dovuto addirittura acquistare e cucinarsi il pranzo da soli, potendo mangiare al chiuso solo grazie alla bontà di un ristoratore amico. La denuncia dell’incresciosa situazione è quella del tecnico Fulvio Pea, ex Sassuolo, Padova e Juve Stabia, che in sala stampa ha sfogato tutta la sua frustrazione al termine del match: “Avete domande? Non di calcio, perchè questo non è calcio. Ci siamo fatti la pasta anche oggi, poi siamo andati a comprarci la crostata e la bresaola e per fortuna un ristoratore ci ha fatto mangiare al caldo. Il servizio lo ha fatto lo staff. Questo non è calcio. Spiegatemi cosa è. Credo che una cosa così sia impensabile. I giocatori ci saluteranno e andranno via, dopo aver fatto anche oggi alla grande il loro dovere: per chi? Per cosa? Siamo anche degli uomini e gli uomini non possono essere trattati”. 

Altra triste testimonianza è quella del portiere Sergio Viotti, che ha annunciato di lasciare la squadra per tornare al club che ne detiene il cartellino, cioè il Verona: “E’ una società con al suo interno dei personaggi squallidi, ringrazio i miei compagni per quanto hanno messo in luce in questi mesi, ma io ho famiglia, non ho ancora percepito un euro, non posso far mancare il sostentamento ai miei figli“. Laconico quanto doloroso anche l’intervento di Gianni Califano, Direttore Sportivo del Monza“Siamo bloccati, non possiamo firmare nessun trasferimento, nessun atto ufficiale. I calciatori non hanno più neppure un alloggio o un posto dove consumare il pasto, visto che Eurohotel e lo stesso Monzello, dopo averci ospitato gratuitamente per mesi,  non ci fanno più credito. La stessa situazione la vive il settore giovanile con giocatori che cercano il trasferimento che non possono ottenere. Siamo in presenza di una situazione insostenibile”.

In tutto questo, i calciatori hanno ormai fatto richiesta di potersi allenare altrove, per poi ovviamente essere liberi da impegni contrattuali con il Monza dopo la messa in mora della società. Una fine indegna per un club che nella sua storia ha vinto 4 Coppa Italia di Serie C e 1 Coppa Anglo-Italiana e che, tra l’altro, aveva già assistito ad un precedente fallimento nel corso della sua storia.

 

Claudio Agave