Roma, Destro sospeso tra il rilancio e la partenza

Eduardo Barone
09/01/2015

Roma, Destro sospeso tra il rilancio e la partenza

 

L’anno di Mattia Destro è cominciato come è finito: in panchina. L’attaccante della Roma sta vivendo un momento di scarso utilizzo da parte del mister giallorosso Rudi Garcia, con 823 minuti giocati e 4 reti all’attivo. E se la stagione è iniziata piuttosto bene, quando Destro poteva giocare partite piene ed essere decisivo, anche se in match non di cartello (vedi Cagliari, Verona, Chievo e Cesena), risultando il migliore di tutti per media realizzativa, ora anche questa opportunità gli viene negata. Nelle ultime quattro partite tra campionato e Champions solo 36′ minuti giocati, il bottino di neanche un tempo di gioco.

La contraddizione – Eppure Destro sta bene, scalpita e vuole giocare. Garcia però sembra prenderlo poco in considerazione. E voi direte: Garcia non lo fa giocare ma Destro vuole giocare. Se uno più uno non fa quattro allora Destro è la prossima pedina in uscita dalla Roma. E invece no, o almeno così non pare. Sì, perché il tecnico francese ha detto a Sabatini di non volerlo cedere, per lo meno non in questa finestra di mercato, che rischierebbe di far saltare i piani della sua rosa (anche perché i grandi bomber europei al momento non sono in arrivo a Fiumicino).

Offerte non convincenti – Da questa situazione ne viene fuori un intricatissimo cubo di Rubik, nel quale non si vede l’ombra neanche di quattro colori in una stessa faccia. I club interessati a lui, secondo la stampa nazionale e non, sono tanti (Milan, Inter, Fiorentina, Arsenal, Chelsea) ma, a parte i rossoneri con un’offerta di prestito,  nessuno che si sia fatto avanti concretamente. Anche perchè spaventa la vertiginosa richiesta dei giallorossi: 20 milioni e la carta regalo è in omaggio. Troppa alta, forse, per un giocatore attualmente riserva, che ultimamente non è neanche nelle primissime scelte di Conte (il ct a novembre l’ha chiamato nella partita dell’ “Italia B” contro l’Albania). La domanda però è: perché Destro non gioca? La risposta più banale che si potrebbe dare è: ovvio, c’è Totti al suo posto che gli soffia il posto. Ma questa teoria è facilmente confutabile. Anche quando l’insostituibile capitano giallorosso è assente, non è Destro il primo ad entrare (vedesi contro il Genoa, dove Garcia ha preferito giocare “spuntato” con Florenzi-Ljajic-Gervinho). Anche se non è sempre stato così. Destro aveva avuto le sue occasioni. Nei match più soffici ma le ha avute. Almeno fino alle due partite contro Atalanta e Sassuolo, dove, guarda caso, Destro ha giocato 90 minuti ad entrambe ma non ha segnato. Pura casualità? Strano che da quel momento il francese non lo abbia più fatto giocare con costanza.

Fiducia e forma parole magiche – Vorremmo tanto essere nella testa di Garcia ma una cosa però è evidente: Destro per giocare bene (e segnare soprattutto) ha bisogno di fiducia, elemento importante che forse adesso gli manca. In più, e questo non è un fattore di poco conto, è un attaccante che ha bisogno di accumulare tanti minuti per acquisire la forma. Quando è in condizione, l’ascolano è uno dei migliori attaccanti che ci sono in Italia. Ha un fiuto del gol incredibile e una visione delle possibili palle gol quasi profetica. Quando non è in forma invece è come se fosse spogliato di tutte le sue qualità migliori rimanendo con quello che di più ai tifosi non piace: una camminata ciondolante e un volto sempre sbuffante. Zeman però, una volta tanto aveva ragione su di lui: “Osvaldo e Destro sono due giocatori diversi: il primo può benissimo non allenarsi per giorni e poi segnare la domenica, il secondo deve allenarsi e giocare per stare in forma”. Insomma, uno possiede doti innate, l’altro le acquisisce con il lavoro. Ed è proprio vero. Pensate a quando Destro giocava con discreta (ma non troppa) continuità: aveva una media di un gol a partita. Quando invece i minuti di gioco per lui scendono come i chicchi di sabbia della clessidra, il suo rendimento peggiora.

Soluzione -Destro a gennaio non cambia squadra. Tra Serie A, Coppa italia e fra un po’ Europa League (con Gervinho probabilmente in Africa ancora per un mese), Garcia però lo impieghi di più. Destro ritrova la forma e ritorna decisivo per la Roma. E poi a giugno, se l’ex Inter chiederà più spazio per giocare ma Garcia non glielo garantirà, allora le strade si separeranno e di certo le offerte non mancheranno. Se fosse così il caso sarebbe risolto. Elementare Watson.