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Manager all’inglese, trascinatore, grande persuasore. Tutto questo è oggi Roberto Mancini, tornato idolo dei tifosi interisti che già sognano un posto nella prossima edizione della Champions League; potere dei risultati e delle prestazioni offerte dalla nuova Inter del Mancio in queste prime due sfide del 2015. Dopo l’ottimo pareggio a Torino con la Juventus, ecco la vittoria sul Genoa dell’ex mai amato Gasperini. Gioco e entusiasmo basteranno davvero per centrare il terzo posto, vero obiettivo stagionale? Indispensabile tornare in Champions, troppo importante anche in termini economici. Il presidente Thohir ha puntato tutto sul ritorno in nerazzurro del tecnico di Jesi, affidandogli la missione impossibile; Mancini dal canto suo, partito un pò in sordina, ha ben presto ridato fiducia e spinta a un ambiente depresso dopo l’esonero di Mazzarri e, soprattutto, ha fatto ricorso a tutte le sue doti per convincere la dirigenza a investire pesantemente sul mercato per rinforzare la squadra. Facile a dirsi, meno a farsi, per un club come l’Inter finito nel mirino dell’Uefa a causa del famoso e temuto Fair Play Finanziario; eppure gli acquisti di Podolski e Shaqiri, potrebbero non essere i soli.

Al di là degli aspetti tecnici, la mano di Mancini si è vista nella sua celebre capacità di convincimento nei confronti dei propri presidenti. Era accaduto con Moratti nella sua prima esperienza interista, poi al Manchester City e adesso nuovamente all’Inter. Pochi tecnici possiedono le capacità di Mancini in questo senso; lui ci è riuscito anche con Thohir che, a parte i 20 milioni di euro sborsati un anno fa per Hernanes, non era stato molto propenso ad aprire il suo portafoglio e investire sul mercato. In due mesi, Mancini ha cambiato l’Inter: quelli che prima sembravano solo sogni e suggestioni di mercato, adesso sono realtà, e anche nomi altisonanti vengono puntualmente accostati al club nerazzurro.

La sua è stata definita da Massimo Moratti, come “l’arte di saper chiedere rinforzi“. Come? “Ai miei tempi– ha dichiarato l’ex patron- era molto insistente, ora penso che la situazione sia un pò diversa. Anche perchè credo che al momento di tornare a Milano, abbia fatto chiaro alla dirigenza che per puntare in alto bisognava rinforzare la squadra“. Convincente, influente, insistente. Talmente tanto da battere sul tempo anche Sir Alex Ferguson nella corsa a Samir Nasri di qualche anno fa, quando il centrocampista francese era in procinto di lasciare l’Arsenal; “Mancini mi chiamava tutti i giorni…“, la rivelazione del giustiziere della Roma in Champions League, quasi una liberazione accettare il City, pur di tenerlo buono.

Il giovane predestinato che Cecchi Gori decise di lanciare alla guida della sua Fiorentina, è diventato grande. Profondamente cambiato dalle sue esperienze all’estero, oggi Roberto Mancini è un manager a tutto tondo, proprio come in Inghilterra. Dirige il mercato, indirizzando le trattative e giocando un ruolo fondamentale nella volontà dei grandi giocatori di preferire la serie A, ai maggiori tornei europei. In attesa del riscontro del campo, non certo una cattiva notizia per l’Inter e i suoi tifosi, tornati numerosi e festanti a San Siro.

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