SHARE

shaqiri

Sarà anche svizzero, ma la sua presentazione ufficiale ha avuto ben poco di neutrale. Si presenta così alla stampa e ai suoi nuovi tifosi Xherdan Shaqiri, neo acquisto dell’Inter.

TUTTO FACILE – “Ci sono state altre offerte, dall’Inghilterra e dalla Germania, ma la mia scelta non è mai stata in discussione. Non ho dovuto parlare con Rummenigge per scegliere questo club: volere l’Inter è normale e decidere di venire qua è facile”.

GUARDIOLA-MANCINI – “Sapeva che volevo andarmene e che avevo deciso. Una decisione che si è fatta ancor più semplice dopo aver parlato con Mancini, le sue parole sono state importantissime. Ho voglia di mettermi alla prova con un campionato difficile come quello italiano e di aiutare l’Inter a tornare in alto”.

L’ACCOGLIENZA – “Arrivare qua e trovare un’accoglienza come quella avuta all’aeroporto è incredibile. Una cosa che mi ricorderò per sempre. E poi è stato emozionante entrare a San Siro: non ho giocato ma è stato importante. Dobbiamo riportare entusiasmo tra i tifosi che sono fantastici e riempire ancora di più lo stadio”.

PERCHE’ L’INTER – “Perché è la squadra che mi ha offerto le migliori prospettive rispetto alle altre pretendenti. Io voglio tornare al top e voglio riportare l’Inter al top”.

LA JUVENTUS – “I bianconeri erano una delle possibilità ma di fronte all’Inter non ho avuto dubbi. Parla la storia di questo club, parla il prestigio di un club leggendario. Ora penso solo a questo compito che mi aspetta: tornare a giocare, a divertirmi, a vincere. Puntiamo alla Champions, dobbiamo farcela”.

LE ORIGINI – “L’Inter ha tanti tifosi, in tutto il mondo, io che sono di origine albanese e di nazionalità svizzera posso contribuire un pochino ad accrescere il numero dei tifosi anche in Albania e Svizzera”.

VINCERE – “Sto bene, mi sono allenato con la squadra, ho buone sensazioni. Quali obiettivi? Vincere. Semplice, solo questo. Con qualsiasi squadra. Dove preferisco giocare? dovunque il mister lo vorrà. Mi mi piace cercare l’ultimo passaggio, puntare l’uomo e cercare la porta. Mi sento un trequartista”.

SHARE