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ronaldo

Nel calcio, come nella vita, l’ambizione è importante. Crederci sempre, senza mollare mai, spinti da quella voglia di arrivare che vince su tutto: è su queste basi che si poggiano i successi dei campioni, nello sport e nella vita. Simbolo e emblema del calcio, è oggi Cristiano Ronaldo, l’uomo dall’ambizione smisurata e fresco vincitore del Pallone d’Oro 2014 (secondo consecutivo, terzo in totale in carriera). Nessuno incarna meglio del fenomeno di Madeira, lo spirito, l’atteggiamento, la voglia di vincere necessari per essere ancora una volta il miglior giocatore al mondo.

Leo Messi, nè Manuel Neuer, hanno nelle loro corde la smisurata ambizione del portoghese; ecco perchè, assegnare ancora una volta il premio a Ronaldo, è stata la decisione giusta. Una voglia di vincere, di migliorarsi giorno per giorno, anno dopo anno, che si è notata tutta una volta sul palco dopo la proclamazione: “Ringrazio la mia famiglia, mio figlio e la mia compagna. Ringrazio tutti quelli che hanno votato per me. Il mio allenatore, i miei compagni e il presidente. Questa vittoria mi dà grande motivazione per continuare a vincere, voglio eguagliare Messi e spero di farcela già il prossimo anno“. Cristiano Ronaldo ha “aggredito” il Pallone d’Oro come solo i grandi sanno fare, con una grinta davvero impressionante, che lo porta sempre ad avere l’ambizione (eccola che ritorna) di migliorarsi sempre e ad allenarsi con una professionalità fuori dal comune, come più volte confermato da Carlo Ancelotti, suo allenatore al Real Madrid.

Quella di CR7 è proprio una “Storia di un’ambizione senza limiti“, titolo di una biografia scritta nel 2012 dal giornalista Luca Caioli, dai tempi degli esordi (tutt’altro che esaltanti), ai grandi successi di oggi. Certo non si può dire che non abbia avuto ottimi maestri nel corso della sua carriera (come non pensare a Sir Alex Ferguson che lo ha portato, cresciuto e plasmato al Manchester United), ma Ronaldo è oggi il migliore al mondo, anche e soprattutto per merito suo. In più di dieci anni di carriera ad alti livelli, non ha mai perso di vista l’obiettivo di diventare il più bravo, soffrendo quando i risultati gli hanno dato torto; è così che si dovrebbe coltivare un’ambizione, puntando sempre al massimo risultato.

Quest’anno la corsa al Pallone d’Oro è stata più in bilico del previsto, ma in tanti si erano schierati a favore del portoghese: Maradona che lo preferiva a Messi, Scolari (“Lo merita Cristiano, mai come questa volta“), Paulo Sousa (“Spero vinca lui. Ha un’ambizione che brucia dentro…“) e ovviamente Carlo Ancelotti (“Mi pare chiaro, è il migliore. Un giocatore unico per il talento che ha, ma anche per professionalità e continuità“). Ambizione più volte confusa in questi anni con arroganza, come ha sottolineato Andrè Villas Boas, altro portoghese illustre e grande esperto di psicologia: “Penso che l’ambizione dei singoli non debba essere confusa con l’arroganza e certe volte Cristiano Ronaldo viene accusato proprio di questo. In passato ho sostenuto Messi, ma il controllo, l’ambizione e le prestazioni recenti di Ronaldo superano ogni limite”.

Alla soglia dei 30 anni, Cristiano Ronaldo ha ancora voglia di giocare (“altri 5-6-7 anni…“) e stupire, per concludere al meglio una carriera straordinaria che lo colloca di diritto tra i migliori di tutti i tempi. Facile per uno dall’ambizione smisurata…

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