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Empoli

Punizioni, rigori e calci d’angolo: ecco le armi più preziose e funzionali emerse nel girone di andata di questa Serie A, con l’Empoli dello specialista Maurizio Sarri assoluto protagonista. Sono infatti queste le soluzioni spesso e volentieri più efficaci in un calcio, quello italiano, teso sempre più ad una minore spettacolarizzazione dei propri match, a favore di un esasperato tatticismo, soprattutto ad opera dei club di caratura minore, che vedono nel ‘non prenderle’ l’unica via per la salvezza. In situazioni così bloccate, ecco che vengono in aiuto delle squadre più abili nel lavoro infrasettimanale, i famosi calci piazzati, soluzioni di gioco a palla inattiva in grado di azzerare completamente la differenza di potenziale tecnico tra le squadre in campo mettendo tutti sullo stesso livello, in virtù della loro grande imprevedibilità e difficile lettura da parte delle difese.

L’EMPOLI DI SARRI – Artefice principale di questa soluzione è come detto il piccolo Empoli di Maurizio Sarri, addirittura in grado di realizzare ben 10 reti sulle 17 totali da palla ferma, in pratica il 60% delle marcature della squadra. A beneficiare maggiormente degli schemi azzurri, è stato fino a questo momento il ventiquattrenne difensore centrale Lorenzo Tonelli, in grado di timbrare il cartellino per ben 4 volte, punendo tra le altre la Fiorentina con la specialità della casa, nel match pareggiato per 1-1 prima della sosta. Oltre alle qualità del difensore toscano, però sono da mettere in evidenza anche le gesta del tecnico campano, non nuovo a queste soluzioni, infatti ai tempi in cui allenava la Sansovino, formazione della provincia aretina che militava allora in serie D, era soprannominato ‘Mister 33 schemi’, etichetta che basta da sola a far capire l’attenzione maniacale del coach azzurro per questa situazione di gioco. Ma quali sono i movimenti adottati dall’Empoli? La risposta è presto data: la palla parte dal punto A, quasi sempre il regista Mirko Valdifiori, per terminare al punto B, arrivato in area di rigore tramite proiezioni offensive delle torri dalle retrovie, blocchi nell’area piccola stile Nba, movimenti e contro-movimenti negli spazi per liberare compagni a rete, fino ad arrivare a sponde e deviazioni aeree come accaduto contro il Napoli con il gol di Rugani o contro il Milan quando fu liberato al tiro Pucciarelli. Non ha quindi importanza il marcatore, che ad eccezione del bravissimo Tonelli, non è quasi mai stato lo stesso per più di due volte, come testimonia anche la gara contro la Lazio, vero è proprio saggio di tattica sui due gol empolesi, in particolare sulla realizzazione del giovane Barba, che sostituì perfettamente il difensore/bomber azzurro.

LE DUE FACCE DI MILANO – In Serie A, non è comunque solo l’Empoli a sfruttare al meglio le situazioni da palla inattiva. Dall’arrivo di Mancini, infatti anche l’Inter ha posto un accento importante su questa situazione di gioco, in grado di produrre ben 6 gol sui 12 messi a segno da Icardi&co. La storia qui, però, appare leggermente diversa, con i nerazzurri abilissimi per qualità tecniche, ma soprattutto fisiche a farsi sentire nell’area di rigore avversaria, sfruttando soprattutto la stazza dei vari Juan Jesus, Ranocchia, Vidic e Icardi, con gli ultimi due bravissimi a mettere la testa sui calci d’angolo interisti nel match vinto domenica contro il Genoa per 3-1. L’Inter solamente con Mancini sta quindi sfruttando le qualità dei propri saltatori, ma tempo fa un vecchio saggio disse: “Abbiamo battuto più calci d’angolo di tutti in Serie A”. Che avesse già previsto tutto?

Non se la passa molto bene invece, l’altra squadra di Milano: il Milan, che ha uno score decisamente negativo sulle palle inattive a sfavore. Sono infatti ben 8 i gol incassati dalla retroguardia di Inzaghi sui 21 subiti in totale. Un problema quello dei gol subiti da palla ferma, di certo non nuovo dalle parti di Milanello, dove nelle ultime stagioni, anche con i mostri sacri Nesta e Thiago Silva, il problema era presente, ma decisamente più in ombra data l’esplosività dell’attacco rossonero.

LE ALTRE – Oltre all’Empoli costante per tutta la stagione e all’Inter, new entry delle ultime settimane, la Serie A, vanta altre due formazioni abili quando c’è da giocare il pallone da fermo: Lazio e Sampdoria, protagoniste in tal senso della prima parte della stagione. La banda Mihajlovic, ha difatti realizzato 7 reti su palla inattiva, sfruttando a differenza di Empoli ed Inter, maggiormente i calci di punizione diretti, con Manolo Gabbiadini bravissimo a trovare spesso e volentieri la via della porta avversaria. Andamento simile anche per gli uomini di Pioli, che fino a dicembre hanno messo a segno 6 reti, con le punizioni indirette e i corner a farla da padrona in questa statistica.

Mancini, Sarri, Pioli e Mihajlovic hanno tracciato la strada, verrà seguita anche dai colleghi? Intanto sabato pomeriggio alle 18, ci sarà il confronto diretto proprio tra gli azzurri toscani e l’Inter del tecnico jesino.

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