SHARE

Gomez-Guingamp-700x393

Cercasi Mario Gomez, disperatamente. Dell’ex centravanti titolare del Bayern Monaco e nella Germania di Joachim Loew, non si hanno notizie da ormai quasi due anni, da quando cioè è diventato il colpo più costato dell’era Della Valle a Firenze. Parliamo di uno dei più forti attaccanti al mondo (prima della sua sfortunata esperienza in viola), uno che per intenderci non ha bisogno di presentazioni, essendo stato protagonista per anni a suon di gol (138 in Bundesliga, 25 in nazionale).

Un “mostro“, accolto nell’estate del 2013 da un Franchi gremito e pazzo di gioia. Purtroppo per lui e per i tifosi della Fiorentina, le cose non sono andate come dovevano, ma nessuno avrebbe potuto anche solo ipotizzare che sarebbero andate tanto male. Da quando è sbarcato a Firenze, del vero Mario Gomez si sono perse le tracce, tra infortuni (tanti) e gol (pochi), il panzer tedesco ha perso via via brillantezza, fiducia, credibilità. Vero e proprio argomento di discussione sui social network (dove viene spesso preso di mira per via della sua scarsa vena), oggi Gomez rappresenta per la Fiorentina uno spinoso caso da risolvere in fretta. La finestra invernale di mercato, sembra aver aperto anche a scenari di addio, con il tedesco pronto a cambiare aria e la società disposta a lasciarlo partire per una giusta offerta, della quale al momento si scrivono fiumi e fiumi di inchiostro, ma che sembra non essere mai pervenuta in sede.

Ormai del tutto guarito dagli infortuni che lo avevano perseguitato e rallentato in queste ultime due stagioni, il suo problema sembra essere “soltanto” di natura psicologica. Mica poco per un attaccante, la cui autostima è fondamentale per uscire dai momenti difficili e indispensabile per ritrovare la via del gol perduto. Ecco perchè, la querelle innescata dalle dichiarazioni del suo allenatore Vincenzo Montella (“E’ arrivato il momento di tirare le somme, mi aspetto di più da lui. Di certo non è il giocatore ammirato in passato, c’è un blocco psicologico anche se i tifosi gli sono sempre stati vicino. Quando ho capito che non riuscivo più a fare quello che invece mi veniva bene da giovane, che non inquadravo più la porta, ho smesso. Ho capito che la mia carriera era giunta al termine anche se avevo ancora un anno di contratto”), rischia soltanto di aggravare la situazione e addirittura portare ad una rottura clamorosa.

Detto che l’intento di Montella era certamente quello di pungolare il suo giocatore, da chi è stato in passato un grande attaccante, forse ci si attendeva un metodo meno drastico per cercare la tanto agognata svolta; è indubbio però, che il digiuno da reti di Gomez dura da tanto, troppo tempo, per continuare a concedergli attenuanti valide. Chissà se le precisazioni di rito dello stesso Montella, seguite al polverone scatenatosi dopo le sue parole, abbiano davvero ricucito lo strappo con il tedesco e il suo entourage; la società viola riflette e starebbe pensando ad uno scambio con Mattia Destro, in uscita dalla Roma. In soccorso del connazionale, sono arrivate puntuali le dichiarazioni del nuovo tedesco d’Italia, Lucas Podolski, che, certo che Gomez ritornerà presto quello di un tempo, non le ha mandate a dire come nel suo stile, attaccando il tecnico viola (“Gli allenatori dovrebbero difendere i propri giocatori, specie i campioni che, causa infortuni, attraversano un momento negativo“).

Impossibile dargli torto, nel giudicare una delle poche uscite infelici di Montella da quando è diventato allenatore. In fondo, l’ex aeroplanino, dovrebbe ben conoscere la sottilissima differenza che talvolta passa tra un buon attaccante e un grande bomber, come Mario Gomez. La Fiorentina dunque,rifletta bene, prima di privarsene.

SHARE