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Raimondo Marino, ex giocatore di Napoli e Lazio e allenatore di Ternana e Gubbio, è intervenuto in diretta radiofonica a Radio Stereo 5 nella trasmissione “Zona Napoli” in onda ogni venerdì dalle 20 alle 22. Ecco quanto dichiarato:

“Napoli-Juventus? Gli azzurri stavano guadagnando campo e poi è stato decisivo quell’episodio. Anche nell’occasione di Buffon, il portiere è stato molto intelligente. C’è sudditanza psicologica anche da parte dei giocatori: Platini, Baresi e Boniek ne dicevano di tutti i colori. E’ il carisma che fa il calciatore. E’ sempre stato così. A questo punto è necessaria anche la multa per l’arbitro, come avviene per il calciatori. Se l’arbitro sbaglia deve pagare. Perché le grandi squadre non vogliono la moviola in campo? Calciopoli non è mai finita, l’unica possibilità è inserire la moviola ma non conviene alle grandi. Ci sono stati tantissimi giocatori della Lega Pro che si sono venduti le partite, questi sono fatti appurati, è un sistema marcio. Lazio-Napoli? I biancocelesti hanno Felipe Anderson ma non risolve le partite, di Maradona c’è solo uno. Per il Napoli può essere un problema perché la squadra di Pioli aggredisce gli avversari e i centrocampisti azzurri sono bravi ma non sono tecnicamente validi a reggere un pressing del genere. Mertens? Bravo nell’uno contro uno, ma dipende da Benitez se schierarlo o no, a me piace come giocatore. Jorginho? Ottimo giocatore, ma non è semplice. Se Benitez fa delle scelte è per il bene della squadra, della società e dei tifosi. Difesa azzurra? Non mi è mai piaciuta, è poco veloce, poca tecnica. Una squadra che vuole vincere lo scudetto deve avere una difesa solida. Il calcio della mia epoca? Eravamo più intelligenti tecnicamente, nei settori giovanili si pensa a vincere e non a costruire i giocatori. Un ricordo? Io sono messinese di nascita, ma sono napoletano per tutto quello che mi ha dato la città. Ero povero, Napoli mi ha dato tutto”.

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