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Verona, insieme a Parigi, è la patria dell’amore corrisposto, sudato, alle volte bistrattato. La città di Giulietta e Romeo regalerà allora domenica l’ennesima reincarnazione del dramma firmato Shakespeare, questa volta in salsa tutta calcistica, protagonisti, manco a dirlo, la Fiorentina targata Montella più che mai, con un mercato che finalmente va nel verso gradito all’Aeroplanino, e il teutonico “inceppato” Mario Gomez. Gli ingredienti sembrano esserci tutti: una bella amante, la Fiorentina appunto, magari un po’ pazza, le donne si sa son fatte così, e un ardito sparviero che sembra aver dimenticato se stesso; nel mezzo anche il terzo incomodo, il Chievo, pronto a giocarsi le sue carte all’interno del “catino” del Bentegodi.

GOMEZ ULTIME CHANCE Partiamo da un assunto: la Fiorentina difficilmente si libererà della punta tedesca prima del prossimo luglio a meno di sconvolgimenti da paura di qui alla fine di gennaio, non è poi detto che in estate il tutto potrebbe anche essere rivisto, magari a fronte di risultati raggiunti e/o affari in ballo, umore dei dirigenti e dei tifosi e chi più ne ha più ne metta. Il tempo, sostanzialmente, potrebbe “resettare” la “random access memory” del tifoso italiano medio che, essendo appunto italiano, risente del fenomeno di “memoria a breve termine”. In questo caso però potrebbe non valere la solita regola per alcuni semplici motivi: punto primo, Mario Gomez guadagna più di tutti in Fiorentina e l’ambiente la sa benissimo; punto secondo, il tedesco è stato atteso, coccolato, difeso come fatto con nessun altro; punto terzo, il giocatore è costato, ad ora, diversi punti alla Fiorentina. Il Chievo rappresenta una delle ultime vere chance per Gomez e la Fiorentina di rivitalizzare il proprio “amore”, Montella infatti, a fronte dei voli pindarici in cui sono intenti alcuni giornali e/o esperti dell’ultima ora, non dovrebbe stravolgere il proprio 11, almeno inizialmente, anzi la Fiorentina ripartirà, verosimilmente, da quanto di buono fatto intravedere contro il Palermo, ovvero dal solito 3-5-2, all’occorrenza falso 4-3-3, con Pasqual alto a sinistra, Cuadrado e Joaquin in appoggio proprio al “tedescone”, insomma niente di nuovo sul fronte occidentale.

FIORENTINA ANTI CHIEVO Qualche sorriso per i viola, centrocampo confermato in blocco e difesa in cui rientra Gonzalo Rodriguez, a difendere i pali il nuovo “uno” Tatarusanu. Proprio dalla vittoria contro il Palermo si è potuto chiarire come la stessa Fiorentina non sia in grado di reggere ritmi elevatissimi per tutti i 90 minuti, contro i rosanero dopo i primi 45 giocati oltre l’umana ragione (partita che andava chiusa lì), i viola si sono ritrovati poi sul 2-2, vuoi per caso, vuoi anche e soprattutto per stanchezza sia mentale che fisica. Il fatto di poter contare su Diamanti, nuovo innesto, e Babacar, di ritorno dall’infortunio, potrebbe dare una bella mano a Montella in ottica “ricambi di valore” evitando quindi “boccheggiamenti” sparsi. Il senegalese rappresenta poi il vero “antagonista” del tedesco di Riedlingen, più di Diamanti o di chiunque altro, Cuadrado compreso; il ritorno de “il Baba” è il “tana libera Montella” che già in passato non si era fatto grossi problemi a sostituire a partita in corso Gomez con l’ex Modena, se si aggiunge poi il duplice interesse della società e del giocatore di rinnovare un contratto stringendo un patto a tinte gigliate per il futuro lascia ben intendere come, potenzialmente, le gerarchie in attacco possano dirsi inclini a sconvolgimenti, soprattutto se non ci dovessero registrare segni di risveglio da parte del numero 33 viola. Insomma “chi ha tempo non aspetti tempo” anche perchè, alla fine della fiera, non è che ne rimanga poi molto da poter sprecare.

Stefano Mastini

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