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Il direttore sportivo del Napoli Riccardo Bigon ha rilasciato una lunga intervista a È azzurro. Tra i tanti temi affrontati anche due rimpianti di mercato nei suoi anni nella società azzurra, l’esplosione di Cavani con 104 gol in tre anni e la permanenza di Benitez a Napoli. Ecco le parole del ds:

Avrà un rimpianto sul mercato? «Sì qualcuno ce l’ho». Il primo? «Gareth Bale. Nel 2010, ero arrivato da poco al Napoli, e avevamo un’emergenza sulla corsia sinistra. Ci serviva un mancino e lui giocava poco nel Tottenham con Redknapp in panchina e si poteva acquistare, era molto giovane e non ci furono le giuste condizioni. Avremmo dovuto investire 10 milioni di euro. Peccato».

Il secondo? «Arturo Vidal. Mi sono mosso con anticipo. Incontrai ad aprile il suo agente, Felicevich, in occasione di Bologna-Napoli e poi mi recai in gran segreto a Leverkusen per parlare con il Bayer. Ho ancora il fax con la loro richiesta. Se il giocatore non fosse partito per la Coppa America, probabilmente l’avrei spuntata. Invece lui partì, prese tempo e poi si fece sotto la Juventus e l’affare si complicò».

Qual è stato il giocatore più sorprendente che abbia mai acquistato? «Ovviamente Cavani. Eravamo tutti convinti della sua forza. Ricordo che il suo acquisto fu anche contestato perché fu ceduto Quagliarella. Poi conquistò tutti: ha segnato 104 gol in tre anni. Davvero incredibile ».

Si sbilanci. Benitez resterà a Napoli? «I presupposti per un rinnovo ci sono. Il rapporto è ottimo e si lavora bene. Ovviamente non contano solo questi aspetti quando si stipulano i contratti. Parlerà con il presidente De Laurentiis e decideranno cosa fare. Benitez comunque non ha mai escluso di poter restare».

Da quanto tempo inseguiva Gabbiadini? «Lo notai nel 2010. Giocammo un’amichevole a Rovereto contro il Cittadella (2-1 per gli azzurri, ndr) e Gabbiadini fu protagonista realizzando un gol. Parlai subito dopo la partita con il direttore sportivo dei veneti, Stefano Marchetti, e gli chiesi dettagli sul giocatore. Da allora, mi sono sempre informato con il suo procuratore, Stefano Pagliari, sulla possibilità di acquistarlo. Stavolta si sono create le condizioni e abbiamo affondato il colpo».

Quanto può dare Gabbiadini al Napoli? «Mi baso sui numeri che sono abbastanza chiari. E’ un giovane, classe ‘91, che ha sempre fatto tanti gol. Nel calcio questo è importante, poi ha fatto tutta la trafila nelle nazionali giovanili. È un mancino, ha una buona struttura fisica e ha caratteristiche universali. Ha potenzialità di livello e può crescere ancora».

L’idea Strinic com’è nata? «Me ne parlò Reja qualche anno fa, quando allenava l’Hajduk. Mi disse che aveva talento. Allora giocava terzino sinistro, esterno alto e a volte anche mezz’ala in un centrocampo a tre. Poi l’abbiamo affrontato anche con il Dnipro. Ovviamente lo abbiamo visionato dal vivo e abbiamo deciso di presentare un’offerta qualche mese fa. Siamo riusciti a chiudere presto la trattativa. È l’ennesima dimostrazione della forza del club: a mezzanotte e un minuto del 5 gennaio abbiamo già depositato due contratti».

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