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Due pareggi deludenti, che allontanano i rispettivi obiettivi stagionali e fanno felici le rispettive avversarie. Roma e Inter non vanno oltre il pareggio e impattano a Palermo e Empoli, al cospetto di due delle più belle realtà proposte fino ad ora dal nostro campionato. Se stasera la Juventus batterà il Verona, potrà allungare a più cinque sugli uomini di Garcia (al secondo pari di fila dopo quello nel derby) e lo stesso potrebbero fare le (tante) avversarie dell’Inter in corsa per il terzo posto. La Roma non vive certamente un momento brillante e anche a Palermo ha sbagliato l’approccio alla partita, riuscendo poi solo parzialmente a rimediare nel secondo tempo grazie al prezioso gol di Mattia Destro (di nuovo a segno nonostante le tante voci di mercato). La sosta non ha restituito al tecnico francese la brillantezza già perduta prima di Natale, anzi l’assenza contemporanea di Gervinho e Keita ha privato la Roma di due pedine fondamentali, accentuando i già evidenti problemi.

Discorso simile per Roberto Mancini e la sua Inter, “eterna incompiuta“, che continua a difettare di continuità, elemento essenziale per sperare di poter arrivare al terzo posto utile per la Champions (prerogativa fondamentale del progetto di Thohir). La stessa squadra capace di battere quasi in scioltezza il Genoa, ha quasi sempre subito l’ottimo Empoli di Maurizio Sarri e deve ringraziare il suo santo protettore Handanovic, autore di alcuni interventi decisivi. Giocando così, il terzo posto resterà un miraggio, pur se ancora raggiungibile; un’occasione da non sbagliare per Lazio e Napoli (di fronte all’Olimpico), ma soprattutto per la Fiorentina del furioso Montella e il Milanmalaticcio” di Pippo Inzaghi, per fare punti e scrollarsi di dosso la squadra nerazzurra (divenuta all’improvviso temibile dopo gli acquisti e la mezza rivoluzione operata).

Dove finiscono i demeriti di Roma e Inter, cominciano invece i grandi meriti di Empoli e Palermo, due squadre che l’anno scorso militavano entrambe in serie B. E proprio l’essere riusciti a mantenere pressochè intatti i propri organici, è alla base dell’ottimo girone d’andata disputato; Sarri e Iachini stanno dimostrando di essere due tecnici preparatissimi, non solo tatticamente. Empoli e Palermo sanno stare benissimo in campo, ma non disdegnano di cercare di imporre il loro gioco, la costante ricerca della giocata, provando a fare la partita anche contro avversarie di ben altro spessore. I toscani hanno girato con quattro di vantaggio sulla zona salvezza, il Palermo ha addirittura gli stessi punti proprio dell’Inter: un risultato straordinario, difficilmente auspicabile a inizio stagione. Organizzazione si, ma anche talenti purissimi in vetrina, come Paulo Dybala arrivato a quota 10 reti e sempre più trascinatore (a soli ventun’anni) dei rosanero; sotto la guida di Iachini, Dybala è letteralmente esploso, attirando su di sè gli occhi dei tanti club europei interessati ad acquistarlo. Sarà molto dura per il presidente Zamparini riuscire a trattenerlo, blindato invece l’altro argentino Vazquez (fresco di rinnovo di contratto).

Una Roma involuta e un’Inter incompiuta dunque, devono porsi alcuni interrogativi e cercare di risolverli in fretta. Per puntare in alto, occorre alzare l’asticella e non cadere nei soliti difetti; se non si vuole incappare nell’ennesima stagione di rimpianti e delusioni, certe partite bisogna portarle a casa. Anche se, a ben guardare, è andata bene così…

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