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Appuntamento settimanale di Back To The Future, la nostra prospettiva sul futuro della Serie A alla luce degli ultimi risultati di ieri sera. Classifica che si sta via via componendo a fronte di alcuni punteggi totalmente ribaltati rispetto alla scorsa stagione, con le due genovesi che stanno facendo decisamente bene e le due milanesi in controtendenza. Ecco il focus completo sulla 18° giornata di Serie A. L’attuale classifica è uno specchio della Serie A attuale, non bisogna lasciarsi ingannare dai risultati a “viaggio in corso”, cerchiamo di guardare alla totalità del campionato con occhio critico, anche perchè le partite per se stesse possono risentire di fatti casuali capaci di far passare brutte settimane ai tifosi/allenatori delle varie squadre.

BACK TO THE FUTURE REGOLE STESURA Si parte dai dati del 2013/14, ovvero dalla classifica dello scorso anno di Serie A, prendendo in considerazione le squadre che, ovviamente, non sono retrocesse, motivo per cui questa indagine non potrà prendere in considerazione il potenziale andamento di Empoli, Cesena e Palermo, non esimendosi però dal dimenticarsi i punti messi in campo contro le altre squadre, cioè i risultati di queste 3 saranno comunque conteggiati successivamente. Andiamo passo, passo:

1 – Raccolta dati: classifica Serie A stagione 2013/14.

2 – Sostituzione delle partite dell’anno scorso con quelle già giocate finora con risultati di punti in valore assoluto (Esempio: Fiorentina-Inter 2013/14 3 punti Inter, Fiorentina-Inter 2014/15 3 punti Fiorentina –> +3 Fiorentina -3 Inter nella nostra statistica) che saranno addizionati al punteggio finale ottenuto in classifica l’annata precedente.

3 – Rimozione di tutti i punti fatti contro le squadre retrocesse rispetto all’anno prima (Si sommano i punti ottenuti nelle 6 partite giocate contro Catania, Livorno e Bologna).

4 – Aggiunta dei punti ottenuti negli incontri già giocati contro le squadre neopromosse (ovvero i punti che sono stati fatti finora, se già giocato, contro Empoli, Cesena e Palermo).

5 – Shakerare, agitare bene et voilà, il gioco è fatto.

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CONSIDERAZIONI SERIE A Roma fermata e Juventus in pieno delirio, se è vero infatti che gli uomini di Allegri hanno, di fatto, ammazzato la Serie A il “lascia passare” gli è stato consegnato dai giallorossi, incapaci non solo di poter migliorare il trend della passata stagione ma anche solo di ripeterlo. E’ comunque indubbio il valore dei bianconeri, primi con merito a fronte di un cambio di panchina che aveva fatto sorgere molti mugugni e musi lunghi quest’estate, salvo poi diventare sorrisi a “32 denti” con tanto di lingua “srotolata” a doppio pennello. Il volo pindarico di Garcia e dei suoi è durato il tempo di veder le proprie ali sciogliersi, letteralmente, al sole di una Serie A più violenta e senza scrupoli che mai, soggetta anche a qualche sconvolgimento degno delle migliori annate post Mondiale.

Il Napoli riprende la sua corsa mostrando i denti, in quel dell’Olimpico si arenano le speranze della Lazio di Pioli di proseguire nel sogno 3° posto, troppa la distanza tra i partenopei e i biancocelesti, non tanto nel gioco quanto nella mentalità e sul piano dei valori dei singoli, Mertens, Higuain, De Guzman, tutti giocatori capaci di sovvertire da un momento all’altro il risultato, cosa questa che non è data ai capitolini, schiavi delle assenze e delle individualità ancora troppo acerbe. La Fiorentina si aggrappa a Babacar, il senegalese salva a tempo scaduto Montella da 6 giorni di critiche falcidianti permettendo alla viola di liberarsi dal gruppone delle “normali” per balzare in quello delle “Europee”, non solo a parole ma anche di fatto. Salgono sensibilmente le quotazioni della Sampdoria targata Ferrero&Mihajlovic, l’insolita coppia, capace di mettere del “pepe” ad una lotta, europea, che ben poco avrebbe da regalare in senso positivo al di là della cortina di nebbia della noia italiana. I blucerchiati con 33 punti in classifica si candidano ad essere la vera outsider per l’Europa League, umanamente parlando il 3° posto è ancora roba utopistica.

Per chi sale c’è chi scende, in questo caso le milanesi, niente di nuovo sotto il sole, se è vero infatti che l’Inter di Mancini mantiene sempre un “mezzo piede” nell’ambito “posizioni di Serie A che contano” almeno nella nostra proiezione, questo dovuto anche ai risultati fatti registrare nella seconda parte di Serie A 2013/14, lo stesso non può essere detto per il Milan fresco di sconfitta casalinga contro l’Atalanta. I rossoneri sono in piena crisi di gioco e, dall’inizio di questo 2015, anche di risultati, l’aver giocato anche in Tim Cup in settimana rappresenta il chiaro esempio di come il Diavolo non sia in grado di sobbarcarsi il doppio impegno, il che ci rimanda all’idea dell’inadeguatezza di una rosa che non può contare su individualità di spicco o di un leader capace di prendere in mano la situazione, Montolivo in tal senso è un capitano sui generis che già in passato, ai tempi della Fiorentina, non si dimostrò depositario del giusto carisma per far voltare pagina ai suoi. A conti fatti si può tranquillamente sostenere che la Milano nerazzurra sia sicuramente quella più al passo con i tempi, sebbene la squadra di Thohir possa dire di averle vissute di “cotte e di crude” in questo girone di andata di Serie A.

Arrancano Udinese, Cagliari e Verona, tutte e tre in situazioni di classifica decisamente al di sotto delle aspettative e non presenti sul banco degli imputati solo e soltanto per la scarsa vena di compagini avversarie (Parma, Cesena). La lotta per non abbandonare la nostra Serie A sarà importante ma potrebbe restringersi ad una sola posizione, ovvero la terz’ultima piazza, al momento sono gli isolani a godere dello “sfavore” del pronostico, non è detto che lo stesso Empoli non si ritrovi a rischiare, i toscani sono si una formazione molto organizzata ma non hanno bocche di fuoco che gli permettono di fare suoi pareggi più vicini a “mancate vittorie”.

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Stefano Mastini

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