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bojinov

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Forse ci siamo, finalmente. Valeri Bojinov, ex baby prodigio del calcio europeo, è tornato a fare quello che faceva quando non era ancora ventenne: la differenza. Scoperto dal talento di Pantaleo Corvino ai tempi del Lecce, il bulgaro detiene tutt’ora il record di giocatore straniero più giovane ad aver segnato in serie A (dopo aver debuttato a soli 15 anni). Un predestinato, si pensava, che però poi tra sfortuna e problemi caratteriali di varia natura, aveva imboccato inesorabilmente la strada del declino. Quella che poteva e doveva essere, viste le sue qualità, una carriera ad alti livelli, si era trasformata in un anonimo peregrinare tra le serie minori di vari campionati europei, senza mai ritrovare le sensazioni di un tempo.

Dopo il maledetto infortunio ai legamenti del ginocchio patito a Manchester (sponda City), Bojinov non è più stato lo stesso. Per un attaccante certi movimenti sono vitali, il suo gioco tutto scatti e contro scatti si è fatto molto più statico e chiaramente anche le sue prestazioni ne hanno risentito. Il rientro in Italia, con il Parma di Ghirardi, sembrava potergli ridare qualche certezza perduta, ma anche quell’esperienza si rivelò piuttosto deludente, causa anche la folta concorrenza in avanti. Ecco allora l’opportunità di emigrare in Portogallo, allo Sporting Lisbona, ma in quasi due anni pochissimi gol e tanta panchina; del suo talento sembrava davvero non esserci più traccia e nemmeno il ritorno dal sapore romantico nella “sua” Lecce, riuscì a restituire al mondo del calcio, gli sprazzi della sua classe. In cerca di riscatto nella provincia veneta, tra Verona e Vicenza, ha continuato a (non)segnare con il contagocce e vedere molto più spesso la panchina, del campo; insomma, nonostante l’Italia (sua seconda patria) gli avesse concesso ancora l’opportunità di rilanciarsi, l’ex enfant prodige non era riuscito a ritrovarsi e aveva clamorosamente fallito.

Di Bojinov solo uno sbiadito ricordo. Un carattere particolare, difficile da gestire, quello del bulgaro che in carriera ha avuto problemi con Prandelli e Deschamps, fino a litigare anche con il suo mentore, Pantaleo Corvino, uscendo dai radar del calcio che conta. L’estate scorsa ci ha creduto la Ternana, che lo riportato ancora una volta in Italia, dandogli fiducia e facendone il leader con il compito di trascinare le “belve” verso una tranquilla salvezza. Sembrava la classica operazione commerciale, semplice suggestione; in molti avevano dubitato del fatto che su Bojinov si potesse fare ancora affidamento, per altro in serie B, campionato difficile da interpretare per uno come lui. Attilio Tesser ha invece saputo toccare al meglio le sue corde, facendo emergere le qualità di leadership, calatosi alla perfezione nella nuova realtà. La doppietta al Crotone di sabato, il momento più importante della sua stagione, decollata però sin da subito; nella tranquillità di Terni, Bojinov è tornato ad essere decisivo, di nuovo giocatore vero, parte integrante di un gruppo importante. Forse un pò tardi per rimediare a quello che poteva essere e non è stato, certamente un’altra bella storia che la serie cadetta ci regala. Bojinov è tornato, finalmente. Anche se con lui, mai dire mai…

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