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Diciannove giornate di alti e bassi,di spettacolo e noia, di goal e catenaccio. Il campionato italiano ha iniziato delineare una gerarchia ben precisa ma nulla preclude ad un capovolgimento totale nella seconda parte della stagione. Proviamo a stilare un bilancio di quanto accaduto finora analizzando le squadre di mezza classifica: Torino, Verona, Atalanta ed Empoli.

TORINO: La squadra di Ventura stenta a decollare nel girone di andata di questo campionato. Dopo le partenze di Cerci direzione Atletico Madrid ed Immobile verso Dortmund, la squadra di Cairo cerca di rimpiazzarli con l’acquisto di Quagliarella dai concittadini della Juventus, il prolungamento del prestito di El Kaddouri dal Napoli e l’acquisto sul finire del calciomercato di Amauri dal Parma. La squadra fa vedere un bel gioco ma i risultati faticano ad arrivare: classici esempi sono la partita con l’Inter,sfida pareggiata che poteva essere vinta se Larrondo non si fosse fatto ipnotizzare da Handanovic, o la stracittadina persa per 2-1 sicuramente non demeritando (gran goal di Bruno Peres in quell’occasione). Contrariamente all’anno passato la squadra fatica in avanti, riuscendo a mettere a segno pochi goal nonostante vengano create molte azioni pericolose. Probabilmente pesano anche gli impegni europei sulla squadra, che mostra spesso segni di stanchezza e poca lucidità sotto porta. Deve sicuramente migliorare per poter ambire ai piazzamenti dell’anno passato.

VERONA: Lontana parente del Verona targato Mandorlini della scorsa stagione. La partenza di Iturbe viene colmata con l’arrivo dell’eterna promessa Saviola e l’innesto del giovane Nico Lopez dall’Udinese; in difesa l’arrivo dell’ex Barça Marquez avrebbe dovuto dare solidità ad un reparto non sempre immune ad errori. La squadra parte bene rimanendo imbattuta nei primi 4 incontri, la svolta in negativo arriva con la partita persa a Napoli 6-2, da quel momento solo una vittoria e due parreggi. Il gioco della squadra è nettamente peggiorato rispetto all’anno passato, causa anche la vendita di Jorginho (scorsa sessione di mercato) ed Iturbe. Poche risposte dai nuovi acquisti che non riescono a rimpiazzare al meglio i giocatori volati verso altri lidi. Si salva soloToni, bomber eterno, che riesce a concretizzare i pochi palloni buoni che gli arrivano. Mandorlini non ha più la fiducia della società dopo le brutte prove offerte con la Juventus in Coppa Italia e in campionato, ma mantiene la fiducia dei giocatori. Vedremo cosa deciderà di fare la dirigenza con il tecnico emiliano.

ATALANTA: Girone d’andata tra alti e bassi per la squadra bergamasca, guidata per il settimo anno dal tecnico Colantuono. Formazione che rimane più o meno la stessa rispetto all’anno passato con solo l’innesto sulle fasce difensive di Zappacosta dall’Avellino e di Dramè dal Chievo; la società riesce anche a tenere i gioielli Baselli e Denis ma vende nelle ultime ore di mercato il portiere Consigli al Sassuolo, sostituendolo con il prodotto del vivaio Sportiello. Girone che inizia con il freno a mano tirato per i lombardi che, dopo la vittoria alla seconda di campionato contro il Cagliari, restano a secco per quattro giornate, prima di riassaporare i tre punti contro il Parma, fanalino di coda. Da quel momento, senza più mostrare il gioco frizzante fatto tutto di contropiedi mostrato negli anni precedenti, inanella una serie di 3 sconfitte e 7 pareggi anche con squadre contro le quali si gioca la salvezza negli scontri diretti (Empoli e Chievo), condite da una sola vittoria arrivata in casa col Cesena. Cominciano a circolare strane voci intorno a mister Colantuono, che, però, dopo la vittoria di San Siro contro il Milan nell’ultima giornata del girone d’andata smentisce tutto, dichiarandosi soddisfatto del lavoro fatto: se non si fosse preso il goal del pareggio col Chievo (punizione all’ultimo minuto di Lazarevic)i punti raccolti sarebbero stati di più rispetto all’anno scorso in questo momento del torneo. Squadra che deve cercare di essere più cattiva sotto porta e che deve evitare questi continui alti e bassi per centrare al più presto l’obbiettivo salvezza.

EMPOLI: Buon girone d’andata per la squadra di mister Sarri, capace di valorizzare la rosa praticamente identica a quella dell’anno passato in serie cadetta. Empoli che propone un ottimo calcio ma che non riesce a sfruttare le occasioni create per il reparto offensivo, composto da giocatori che conoscono benissimo la serie A (Tavano e Maccarone) ed altri che la vedono per la prima volta pur sapendo lasciare il segno (Pucciarelli e Verdi). Empoli che risulta una delle squadre più ostiche da battere in casa: pur vincendo solo una volta (Empoli-Palermo 3-0), i toscani sono caduti solo con Roma, Juve e Cagliari, demeritando solo con quest’ultima. Con le squadre pretendenti al titolo gioca una buonissima partita ma il tasso tecnico è nettamente sbilanciato. A differenza delle prime due, le milanesi vengono bloccate sullo 0-0. Con un gioco veloce e bello da vedere, il tecnico dell’Empoli riesce sempre a valorizzare i giovani che ha in rosa (Rugani, Pucciarelli, Verdi, Tonelli) e, se avesse un finalizzatore vero in avanti, potrebbe arrivare alla salvezza abbastanza agevolmente. Con l’acquisto di Saponara dal Milan la squadra potrà sfruttare ancora più fantasia nel reparto offensivo, in modo da incidere maggiormente in zona gol e soprattutto portare a casa preziosissimi punti.

Di Gianluca Gavini

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