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Diciannove giornate di alti e bassi,di spettacolo e noia, di goal e catenaccio. Il campionato italiano ha iniziato a delineare una gerarchia ben precisa ma nulla preclude ad un capovolgimento totale nella seconda parte della stagione. Proviamo a stilare un bilancio di quanto accaduto finora analizzando le squadre di medio/alta classifica: Genoa, Milan, Inter, Sassuolo, Udinese e Palermo

GENOA

Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano, proprio come successo tra Gasperini ed il suo Genoa che, con 28 punti nel girone d’andata, è una delle rivelazioni di questo campionato. Qualcosa lo si era intravisto anche lo scorso anno, quando il subentrato Gasp sostituì sulla panchina del grifone il deludente Liverani. L’intensità di gioco ed il suo modo di attaccare in massa fanno del Genoa una delle squadre più piacevoli da osservare, l’arrivo in estate di giocatori importanti come Matri e Perotti, solo per citarne alcuni, ha dato ulteriore entusiasmo ad una piazza da sempre calda e satura di dispiaceri. Oggi si vive tra il sogno Champions e la speranza di una qualificazione in Europa League, competizione quest’ultima che da troppo tempo manca ad una società blasonata come il grifone. L’imperativo è quello di ripetere quanto fatto di buono finora nel girone di ritorno, senza cali di concentrazione ed esaltazioni che potrebbero danneggiare un ambiente ben strutturato. Il derby dominato e perso contro la Sampdoria serva da esempio in tale senso, così facendo alla fine dei giochi i punti potrebbero essere più o meno 50, davvero tanta roba considerato il basso profilo d’inizio stagione.

MILAN

Dopo l’entusiasmo di inizio stagione dettato dall’arrivo di Filippo Inzaghi in panchina e dalla rinnovata vicinanza alla squadra del Presidente Berlusconi, al Milan le cose sembrano aver preso una brutta piega. Le sconfitte interne contro Sassuolo ed Atalanta, e il pareggio contro il Torino, hanno minato le certezze di un gruppo dimostratosi abbastanza solido fino alla pausa natalizia. La colpa è in parte da attribuire ad una politica societaria dettata più dal caso che non da una vera e propria voglia di emergere dopo anni passati nell’ombra. Ne è la dimostrazione l’acquisto di Fernando Torres dal Chelsea, spacciato per attaccante di sicuro valore e pronto a fare la differenza ed invece venduto solo qualche settimana fa senza tanti rimpianti. Inzaghi, a detta di molti a rischio esonero, dovrà faticare molto nelle prossime settimane per potersi guadagnare quella riconferma che significherebbe Milan anche il prossimo anno. L’obiettivo terzo posto, a dire il vero utopico fin dal principio, è diventato un miraggio che solo il proseguo della stagione sancirà come raggiungibile o meno. Ad oggi la cosa importante è centrare quantomeno la qualificazione ad una coppa europea, Champions o Europa League che sia, in modo tale da poter comunque proseguire il percorso intrapreso evitando così ribaltoni che porterebbero all’ennesimo scossone rossonero.

INTER

La prima, e i tifosi nerazzurri si augurano sia anche l’ultima, stagione travagliata dell’era Thohir. Ai nastri di partenza presentatisi con Mazzarri, i nerazzurri, dopo i deludenti risultati portati a casa dal tecnico di San Vincenzo, hanno ben presto deciso di cambiare e di riportare Roberto Mancini in panchina. Strano questo scorcio di stagione della società milanese, soprattutto per la capacità di far sentire sempre e comunque al mondo esterno la sua non fiducia verso il suo precedente tecnico, mai amato dai tifosi e che mai è stato in grado di far vedere quel suo calcio che tanto ha fatto sognare Napoli in passato. Ciò nonostante in tanti acquisti che han portato l’Inter ad ingaggiare giocatori di qualità e quantità sicuramente in grado di esaltarsi e di permettere il salto di qualità ad una formazione che finora si è dimostrata poco all’altezza. L’arrivo di Mancini è sembrata una vera e propria liberazione, anche se dal tecnico di Jesi ci si aspetta qualcosina in più soprattutto dal punto dal punto di vista dei risultati. Sono infatti poche le sole due vittorie raccolte finora contro Chievo e Genoa, il tempo è comunque dalla sua parte così come la società che ha fin da subito sposato il progetto tecnico del suo nuovo allenatore procurandogli giocatori funzionali al suo sistema tattico come Podolski e Shaqiri. Il terzo posto che significa Champions è lontano 7 punti, forse tanti a questo punto della stagione. La possibilità di approdare nella massima competizione europea è però data dall’Europa League, in grado di spalancare le porte dell’Europa che conta in caso di vittoria. Ecco perchè nella seconda parte di stagione ci si aspetta un Inter in grado di onorare il campionato ma soprattutto capace di vincere quella che una volta era chiamata Coppa Uefa, per tornare grandi e tra i grandi quanto prima.

SASSUOLO

Il made in Italy che paga. Si potrebbe sintetizzare così questa prima parte di stagione del Sassuolo, squadra da una buona media punti, 25 in totale, ed in grado di far faticare molto più del previsto formazioni blasonate come Juventus e Roma. La forza della società neroverde è stata sicuramente quella di tenersi stretta gente come Berardi, Zaza e Sansone, trio d’attacco che farebbe comodo a molte grandi del nostro calcio. La presenza in squadra di giocatori d’esperienza come Cannavaro e Peluso, uniti agli ultimi arrivati Consigli e Vrsaljko, creano il giusto mix di gioventù ed esperienza fondamentale per le squadre di provincia. Ampio merito va riconosciuto anche al condottiero Di Francesco, tecnico che sta dimostrando tutto il suo valore con impegno e costanza. Bello il suo modo di intendere il calcio, con quel suo 4-3-3 così tanto vicino ai principi zemaniani ma allo stesso tempo più accorto in fase difensiva. Un girone di ritorno simile a quello d’andata farebbe del Sassuolo una società dalla quale prendere esempio, in grado di dare fiducia a ciò che il nostro paese in questo momento offre riuscendo a raccogliere il massimo. Il tutto per una società che, è bene ricordarlo, è solo al secondo anno di Serie A. Al momento, chapeau.

UDINESE

Dopo gli anni trascorsi con Francesco Guidolin al comando, all’Udinese è stato tempo di scelte e di nuovi corsi. L’arrivo di Andrea Stramaccioni in panchina, tecnico capace di vincere qualche anno fa la Young League con le giovanili dell’Inter, è stata una scelta sicuramente congeniale con quelle che sono le linea guida di una società che mira alla valorizzazione dei giovani. L’avvio degno di nota fatto di vittorie contro Empoli, Napoli, Lazio e Parma, al momento non sta avendo però il seguito sperato, complice le troppe sconfitte, 7 in tutto, maturate fino a questo punto. Il problema è forse dato anche dalla mancanza di un giocatore che sappia dare a questa squadra un passo diverso. Oltre Di Natale, immenso e quasi eterno, i talenti al momento sembrano nascondersi dietro la paura d’emergere e di diventar grandi. Peccato in questo senso l’addio di Muriel, potenziale top troppo spesso fermato dagli infortuni e da quella sua costituzione che tende a farlo ingrassare. I margini di crescita ci sono, così come la possibilità di giocare un girone di ritorno all’altezza tale da evitare le zone calde della classifica. L’importante è non farsi prendere dal panico e rimanere saldi sulla propria strada, ben consapevole che la line designata è quella della valorizzazione del gruppo e non del raggiungimento di risultati importanti.

PALERMO

Zamparini lo aveva promesso, un solo anno di Serie B e poi subito protagonisti in A. Il protagonismo non è sicuramente dettato da qualche allettante posizione di classifica ma il campionato del Palermo è da considerarsi splendido visto i presupposti di inizio stagione. Il vulcanico presidente rosanero è stato bravo ad avere calma e sangue freddo nel non licenziare il tecnico Iachini, autore di una partenza non proprio degna di nota viste le sconfitte contro Verona, Lazio, Empoli e l’eliminazione in Coppa Italia ai danni del Modena ad inizio Agosto. Il tempo ha dato ragione alla squadra, brava nel far emergere giocatori di assoluto valore come Vazquez e Dybala, quest’ultimo autore di girone d’andata di assoluto livello che ha portato squadre blasonate come l’Arsenal a farci più d’un pensiero. Zamparini intanto si sfrega le mani, consapevole del fatto che potrebbe ben presto ripercorrere le orme dell’affare Pastore ed incassare una cifra che gli permetterebbe di costruire una squadra d’un certo spessore. Continuare il trend positivo consentirebbe al Palermo di raggiungere risultati inaspettati fino a qualche mese fa, l’importante è crederci e proseguire il proprio cammino a testa bassa.

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